Hendioke's Lair

In the deep of the dragon

Gli Alternauti

Come al solito ho promesso di tornar presto e son stato fuori “casa” per un mese -.-

Prometto che starò più accorto ad aggiornare con costanza il blog e aggiungere, soprattutto,  qualche recensione anche se di libri da recensire al momento ne ho pochini, al massimo potrei recensire qualche film o videogame.

Per evitare, però, che nella mia inanità il blog resti completamente deserto magari per mesi e mesi ho deciso di dare il via a un appuntamento mensile (che farò di tutto per rispettare) con un ciclo di racconti intitolato “Gli Alternauti”.

Si tratta di una serie di racconti a tema fantascientifico-fantastico la cui premessa è quella di seguire un equipaggio di viaggiatori interdimensionali nelle loro scorrerie fra gli universi a bordo della Hydrazog (ogni riferimento alla razza Zerg è voluto e non casuale), la loro colossale bio-nave. Poiché si tratta di racconti in stile Doctor Who, dove data una premessa costante le storie possono anche essere slegate fra loro, dovrebbe essere semplice per me rispettare una cadenza mensile e ogni prima settimana del mese proporvi un nuovo racconto fra le 10 e le 20 pagine.

Tutti i racconti, numerati come fossero capitoli, appariranno nella pagina dedicata, dove ho già postato il prologo intitolato “Long Goodbye, Jack”. Qui di seguito trovate l’incipit. Fatemi sapere che ne pensate!

A presto! (spero)

Il carapace metallico della Hydrazog, le cui placche erano sottoposte alla spaventosa pressione del mare d’acido, strideva in modo sinistro, mentre all’interno il gemito frinente dell’alternave riempiva i corridoi cyber organici angosciando i membri dell’equipaggio.
Gerrart entrò nella sala della Dea con l’espressione seria che sfoggiava raramente e apostrofò Ellis con durezza.
“Perché non possiamo fare il salto?”
Ellis si voltò verso di lui, con una cartelletta in mano e il volto pallido e smunto di chi ha passato troppo tempo ad esaminare dati chiusa in una stanza.
“Buonasera, tanto per cominciare” rispose stizzita.
“Non ho tempo per battibeccare! Perché non possiamo fare il salto?”
“E io non ho tempo per spiegarti cose che puoi anche capire da solo! Binah sta usando tutta se stessa per tenere in vita Hydrazog e al contempo non lasciarci senza aria. Come pensi possa reggere un salto in queste condizioni? Guardala!”
Gerrart si portò contro il parapetto circolare dietro a Ellis.
Davanti a sé una sfera di cristallo del diametro di 15 metri occupava quasi tutta la stanza, tenuta sospesa da una ampia e irregolare rete di tessuto biologico. Da valvole sulla sua superficie partivano tubi meccanici e intestini che andavano sparendo nel soffitto della stanza e in alcuni macchinari disposti contro la parete circolare.
Attraverso il cristallo vide il corpo gigantesco, e in quel momento solo vagamente femmineo, di Binah sospeso al centro della sfera e decine d’ali e tentacoli di luce partivano dal suo corpo agitandosi contro la parete interna del suo nido. Le ali sferzavano e i tentacoli frustavano saettando
da una valvola all’altra con sempre maggiore frenesia. Il corpo di Binah era nettamente meno luminoso dei suoi molteplici arti e Gerrart comprese che lo sforzo la stava consumando.

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