Hendioke's Lair

In the deep of the dragon

Il primo tappo

Ok, oggi non riesco a metter su il Voci dalla tana di questa settimana, mea culpa mea maxima culpa *si percuote con uno scudiscio* purtroppo non ho fatto a tempo a finirlo e non avrò tempo fino a domenica sera per metterci mano, ergo se ne riparla domenica sera ^^’

Per non lasciarvi però, ancora una volta, ad attendere senza neanche una segnalazione picciola (ma non avendo certo il tempo si scrivere niente di corposo che se no avrei finito il Voci dalla tana), inauguro sul momento questa nuova rubrica: “Il tappo”!

Nella tradizione goliardica, che poi è la tradizione universitaria risalente, quando si fallisce un esame si dice che lo si ha bucato e il rimedio al buco è aggiungere un tappo (di vino, of course), al cordone del proprio berretto universitario. Ho pensato che, assolvendo questa rubrichetta allo stesso principio (tappare i buchi causati dal mio ritardo) potesse essere un ottimo nome 😀

Come primo tappo, godetevi questa interessante (e a mio avviso divertente :D) chiacchierata a tre sulla narrativa di genere fantasy, dove sta andando e dove potrebbe andare, intitolata “Scassinatori alla porta dei sogni” fra Luca Tarenzi, Francesco Dimitri (due noti scrittori nostrani di urban fantasy) e Chiara Codecà (esperta di storyteling) al Lucca Comics. Non fatevi spaventare dalla durata di quasi un’ora, scorre molto piacevolmente.

Enjoy 🙂

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8 pensieri su “Il primo tappo

  1. Christian Stocco in ha detto:

    Guarda, ero tentato di guardarmi un documentario che mi spiegava come mai gli antichi egizi volavano su jet a reazione costruiti dagli alieni ma questo mi pare decisamente più stimolante

  2. XD comunque fai bene perché doveva essere un documentario datato. Ormai è risaputo che gli egizi usavano barche alimentate da motori anti-gravitazionali per i brevi spostamenti e gli stargates per quelli lunghi 😛

    • Christian Stocco in ha detto:

      Ah l’ho visto e devo dire che sono più che piacevolmente stupito dal fatto di sentire degli italiani parlare di narrativa in maniera pratica e consapevole, riconoscendo la necessità di adattarsi alla trasformazione e alle nuove interazioni dei diversi media.
      Ben distanti dai barbagianni che costruiscono fumosi concetti di Arte, senza buttarla su strambo = bello.
      Purtroppo, e non si può dare la colpa a loro, un barbagianni ha preso parola a fine intervista con una sua supposizione del tutto infondata che poi hanno subito smentito

  3. A proposito della fumosità del concetto di arte… Il mio professore di Estetica I ama molto parlare del concetto di arte, anche se il suo unico scopo è ribattere agli interventi dimostrando che qualsiasi definizione è inadeguata e impossible già in partenza. Il motivo è che la parola “arte” è vaga: è stata applicata a così tanti oggetti da aver perso qualsiasi denominatore comune, di modo che ora non riusciamo più a definirla. Quindi le strade sono due: o rinunciamo a parlarne, oppure ne parliamo ma con lo scopo di limitare il campo, di dire, in modo arbitrario ma condiviso, “arte è questo, e non è questo”. Anche per la musica: alcuni potrebbero non essere d’accordo nel dire “Mozart è musica, Stockhausen no”, ma probabilmente saremo costretti a farlo. Non si sta negando la grandezza di Stockhausen; è stato grande, ma in qualcosa che non è “musica” (ma questo lo diceva già il musicologo D’Amico). In cosa lo è stato? Boh, in qualcosa di esistente ma innominato: troviamogli un altro nome, oppure rinunciamo direttamente a mettere le etichette che tanto non ci bastano e sono sempre semplicistiche.

    Detto questo… Hendioke, ho creato lo scheletro del mio sito, e cliccando sul mio nome lo puoi vedere. È uno scheletro appunto, ed è pieno di problemi: forse da pc non riuscirai neppure a vedere la home XD ma il logo no, quello non lo cambierò mai; sembra un sito pornografico, ma non lo cambierò mai. Per il momento non ci trovi quasi nulla: solo la mia analisi sul deserto dei tartari; e se clicchi sulle tre cantiche e vai in paradiso, ci trovi un racconto dolorosissimo scritto ieri che non è proprio nulla di che, ma io so perché l’ho scritto così… E vabbè. Comunque c’è ancora tanto lavoro da fare: ho un amico che mi aiuta (o meglio fa tutto lui) e spero che in poco tempo si riesca a renderlo consultabile senza troppe difficoltà, e arrivare quindi a caricare qualche materiale serio.

    • Il problema di definire l’arte è un po’ il problema di definire tutto quello che l’essere umano vive istintivamente prima che consciamente o razionalmente. E ogni volta dobbiamo contrattare la definizione che gli diamo per riuscirci a muovere e a dire un qualsiasi cosa, vero 🙂
      Ma credo sia proprio questo a rendere la questione così affascinante 😀 e sono felicissimo per il tuo sito! Lo seguirò con interesse (ho letto la breve novella, molto triste e scritto incredibilmente bene) nonostante la foto del logo che mi urta non in quanto semipornografica (e se a te piace farai bene a tenerla fino alla fine) ma perché D’Annunzio, assieme a Foscolo, è il poeta italiano che più mi sta sull’anima al mondo! >.<

  4. Daniele in ha detto:

    La rubrica tappabuchi può essere utile come “interludio”.
    Stai solo attento a non farti prendere la mano :p

    Il video cercherò di guardarlo quando avrò a disposizione una connessione migliore 😉

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