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Mad Max: Fury Road

Titolo: Mad Max: Fury Road

Regia: George MillerMad-Max-Fury-Road-poster

Genere: Action

Durata: 120 min.

Produzione: Kennedy Miller Productions,
Village Roadshow Pictures

Distributore: Warner Bros.

Ovverosia, l’action come dovrebbe essere. Giuro. Se devo pensare a un altro film che possa rappresentare l’action nella sua forma più pura penserei a True Lies di Cameron, e comunque Mad Max gli metterebbe lo stivale impolverato e inzaccherato di grasso in testa. Let’s begin.

Ambientazione e trama

Come spiegato in maniera breve e concisa dal voice over del protagonista che, assieme a immagini di repertorio, ci introduce nel film prendendoci per mano*, nel prossimo futuro la scarsità di risorse porterà a disordini e guerre, che non faranno altro che peggiorare la situazione. Infine le civiltà come le conosciamo spariranno e la Terra diverrà un deserto radioattivo post-apocalittico, dove scampoli sofferenti di umanità si organizzeranno per sopravvivere ad ogni costo in società, ai nostri occhi, barbariche.
Insomma, è lo scenario post-apocalittico fondato, al cinema, dal primo Mad Max del 1979 e dai suoi seguiti e che penso conoscerete tutti, direttamente o attraverso una delle sue innumerevoli reinterpretazioni. Comunque appare bene o male così Mad Max scenario ed è popolato da persone simpatiche, tipo queste

Max (Tom Hardy), il protagonista, è un ex poliziotto di questo mondo disadattato (possiamo immaginarlo come una sorta di lone ranger), che ha perso tutto ormai troppo tempo prima e che ora si muove mosso dal solo istinto di sopravvivenza, fuggendo costantemente tanto dalle persone che potrebbero essergli ostili (cioè chiunque incontri lungo la strada) quanto dai suoi fantasmi (che, lungi dall’essere un’espressione retorica sono ben piantati nella sua mente stravolta sotto forma di frequenti allucinazioni).
Il film si apre con Max che viene raggiunto, inseguito e catturato da dei guerrieri completamente dipinti di bianco. Questi lo portano alla loro città scavata dentro e sospesa sopra alte e solitarie formazioni rocciose, dove, visto il suo sangue 0 positivo, viene impiegato come “sacca di sangue” per trasfondere sangue fresco nei guerrieri della città.
Intanto il padre padrone della baracca, Immortan Joe (il simpatico figuro della immagine sopra) organizza la partenza della blindocisterna che dovrà recuperare il carburante (fondamentale per la vita della città) da Gas Town. Alla guida della blindocisterna c’è Furiosa (Charlize Theron), una degli Imperator di Immortan Joe, che in realtà intende dirottare la blindocisterna e la scorta che l’accompagna per fuggire via assieme alle mogli schiave di Immortan.

Imperator Furiosa

Furiosa in tutta la sua immensa&spaccaculaggine gloria

Quando Furiosa mette in atto il suo piano Immortan, ovviamente, non la prende bene e parte con tutto l’esercito all’inseguimento della sua proprietà. Compreso il guerriero che in quel momento stava attaccato a Max a ricaricarsi e che, non volendo perdersi la battaglia, pensa bene di portarsi dietro la sacca di sangue, incatenandola alla macchina 😀 Dopo un primo rocambolesco pezzo di inseguimento, Max riesce “a liberarsi”, ma solo per ritrovarsi costretto a unirsi a Furiosa nella sua fuga dall’esercito di Immortan Joe.

*primo e unico momento in cui non verremo presi a calci in faccia

Analisi narrativa

Da un punto di vista narrativo Mad Max è una sorta di miracolo. O, meglio, non è nient’altro che una Storia con la S maiuscola narrata come le muse comandano, una cosa rara di questi tempi.
La trama, va detto, è dritta e semplice come una spada. Il gruppo di eroi tenta di fuggire da una situazione orribile, diretti verso un luogo vagheggiato dove trovare libertà&felicità e inseguiti da chi vorrebbe riportarli indietro o ucciderli. Arrivati a destinazione scoprono come stanno davvero le cose e decidono di tornare indietro per risolvere la situazione di partenza, affrontando gli inseguitori. Una trama di una semplicità elementare, vista e rivista centinaia di volte. Una di quelle trame archetipiche e universali il cui senso è, neanche velatamente, un invito a lottare per migliorare il proprio ambiente invece di cercarne uno migliore. Eppure, nonostante la sua semplicità, avvince più e meglio di una arzigogolata trama da thriller.
Con un Cosa così semplice il Chi e il Come diventano importantissimi e Miller si destreggia come un aedo fra personaggi e scene degne del mito.

Al pari degli eroi del mito, infatti, i personaggi di Mad Max ricalcano degli stereotipi ma non nel senso piatto e brutto propinatoci in altri film stranamente applauditi dalla critica per gli stessi elementi narrativi (Avatar anyone?) ma nel senso pieno di personaggi che, nell’ambito della storia che contribuiscono a narrare, ricoprono un ruolo e svolgono una precisa funzione narrativa che li caratterizza ma non li esaurisce.

Questa che ho esposto potrebbe sembrare una banalità ma spesso si cade nell’errore, e purtroppo vi cadono anche i narratori, di pensare che una narrazione asciutta (come è, per necessità, quella del genere action) richieda figure di cartone ritagliate allo scopo, invece di personaggi a tutto tondo, confondendo così personaggio e archetipo.

Eppure basterebbe un’occhiata a un qualsiasi ciclo mitologico per avvedersi di come l’epica agisca come un fiume impetuoso che prende a prestito e stravolge le vite di personaggi dalle storie sfaccettate e complesse. Mette loro in mano la maschera del ruolo che devono ricoprire al momento e li muove lungo la storia, alla fine della quale, dopo che saranno stati ognuno fedele alla propria maschera rappresentandola al meglio, li lascerà liberi di tornare alle loro vite. Oppure di immettersi in un’altra narrazione, spesso cambiando maschera e ruolo.

Così come Achille nell’Iliade incarna, sì, l’archetipo del’Eroe Guerriero che sceglie la gloria imperitura delle armi a una vita lunga e pacifica ma è anche il principe di Ftia, con una sua storia (l’origine semidivina, gli anni imboscato fra le figlie del re Licomede, lo studio della medicina) e dei rapporti personali (quello intimo con Patroclo, il contrasto con Agamennone ecc.), allo stesso modo Max incarna un archetipo, quello dell’Antieroe che si trova a dover svolgere il ruolo dell’Eroe suo malgrado, ma è al tempo stesso un personaggio con una sua storia, di ex poliziotto che ha fallito ripetutamente nel suo compito di proteggere il prossimo, e il suo carattere, di uomo reso tormentato e pazzo dai fantasmi del suo passato.
Anche Furiosa, che incarna il ruolo centrale dell’Eroina, non è semplicemente la protagonista che mette in moto e porta avanti la trama ma una persona dal passato, dai rapporti e dalle aspirazioni ben definite; fra l’altro il personaggio meglio approfondito (per motivi di trama) del film.

I vari riferimenti all’epica non sono messi a caso, o come meri esempi. Miller, probabilmente aiutato dalle sue origini greche, la lezione dell’epica sembra conoscerla e se non la conosce comunque l’applica appieno confezionando un film che di epico ha molto. I personaggi principali che animano la storia di Mad Max sono tutti, a modo loro, immensi. Nelle due ore di film, articolato su un unico e immenso inseguimento, ognuno di loro ha modo e spazio di prendere un aspetto dello sfaccettato spettro dell’umanità (il proprio ruolo) ed esaltarlo attraverso le sue azioni.
Azioni esagerate, azioni essenziali e prive di retorica che però fomentano come solo le azioni degli eroi (e delle eroine) riescono a fare. Ma anche azioni piccole, azioni che permettono quel che scrivevo sopra, di vedere il personaggio dietro l’archetipo. Azioni semplici, perché anche qui la costruzione epica gioca a favore di Miller.

Quando la posta è in gioco è così alta, quando il succedersi dei fatti è così serrato e ogni azione è spinta al limite, come è nell’epica, ogni gesto diventa profondo e significativo anche quando è estremamente semplice, anche grazie al contrasto con le altre azioni. Continuando col parallelo con l’Iliade, che forza avrebbe avuto il suonare la cetra e il cantare di Achille se non si fossero contrapposti, quei momenti, alle azioni terribili in battaglia dell’impetuoso e iroso guerriero? Che forza avrebbe avuto il saluto di Ettore alla moglie e al figlio senza il martellante ritmo della battaglia successiva che porterà alla sua veloce dipartita?

Mad Max fa sua anche questa lezione e per mostrarci l’animo dei protagonisti e degli antagonisti non ricorre a lunghi dialoghi e luoghi comuni (vero, Avatar?) ma si limita a poche, misuratissime scene, in cui rallenta il flusso della storia per mostrarci il loro volto dietro la maschera. Sono proprio attimi, spesso, ma anche perché così brevi colpiscono le corde giuste e le colpiscono forte. Che sia un momento di meditazione, un saluto, uno sfogo, un pianto, sono tutti momenti che toccano direttamente lo spettatore avvicinandolo ancora di più ai personaggi, rendendolo maggiormente coinvolto nei loro sentimenti e nella loro evoluzione.

A questa maestria nel gestire il Chi si prende briga di far vivere la storia e al Come portarla avanti non può slegarsi la costruzione del mondo operata dal regista australiano. Il mondo post apocalittico di Mad Max è il perfetto scenario per questa vicenda epica. Una società che la disperazione e la scarsità di risorse ha rigettato indietro a tempi dove tutto era più semplice ed essenziale perché semplici ed essenziali erano i bisogni umani e sociali.
Quello che conta, nel mondo di Mad Max, è sopravvivere, procurandosi i beni essenziali a non morire in questo mondo spietato: cibo, acqua, armi e benzina. E’ un mondo fatto anche di esagerazioni e grandiosità quasi grottesca, come le chiuse di acqua al comando di Immortan, la macchina, e la stazza, del sindaco di Gas Town o il carro che scandisce il ritmo di guerra del suo esercito con un chitarrista sospeso che suona una chitarra infiammata

flameguitar_guy

The simple truth

e Miller, per farcelo comprende, per renderci edotti – ad esempio – sulla cultura e sull’organizzazione sociale della Cittadella dominata da Immortan, passaggio essenziale per comprendere l’evoluzione di un certo personaggio e la scena risolutiva del film, non spreca abbondante minutaggio per farci fare i turisti virtuali e per farci spiegoni antropolog-sociol-filosofici di sto cazzo (eh, Avatar?) ma ci sbatte direttamente in faccia le nozioni che ci servono attraverso i corpi scarificati dei figli della guerra, le brevi battute durante la preparazione dell’inseguimento, le azioni durante le battaglie.

Diretto, nudo, crudo e chiarissimo.

Il mondo di Mad Max ha il grande pregio di spiegarsi semplicemente mostrandosi, senza per questo essere banale o piatto e, anzi, lasciando intuire più di quanto non spieghi.

FURY ROAD

Cioè, ma veramente preferiresti che si fermassero per scambiare due chiacchiere sulle divergenze culturali?

Purtroppo dire di più senza scadere nello spoiler mi sarebbe difficile, senza iniziare a essere roboante nemmeno e, cavolo, ho tracciato un parallelo con l’Iliade! Direi che dovrebbe essere già sufficientemente chiaro cosa penso della qualità di questo film. Certo, potrei parlare dei sottotesti, delle diverse morali possibili, ma per farlo senza dirvi cose che avrete già letto in giro dovrei ricorrere a riferimenti diretti a scene del film e non voglio fare una analisi con spoiler così presto, magari vi dedicherò un post prossimamente. Facciamo a settembre, tempo che esca il BR e me lo riveda un altro paio di volte 😛

Analisi stilistica

Anche sotto questo aspetto l’unica è sperticarsi in complimenti e “porco cazzo!” ammirati a pioggia. La fotografia esalta l’azzurro terso e la sabbia rovente del deserto post atomico di giorno e si fa verde e bluastra la notte, quasi malata, certo adatta a sottolineare l’angoscia di una fuga. Il design di ogni pezzo di abbigliamento, equipaggiamento, di ogni macchina è uno spettacolo che meriterebbe di venir ritratto in poster o quadri.

Carovana

Registicamente rimaniamo su livelli assurdi. Il ritmo impresso da Miller alla regia è perfetta per accompagnare ed esaltare una storia così veloce. Ogni tanto il regista si è addirittura concesso di accelerare alcune scene per spingere ancora di più l’azione (andando contro l’imperante moda del ralenti) con un effetto che secondo me si adatta benissimo allo spirito di un film che, davvero, si potrebbe riassumere nell’espressione “pedal to the metal”.
La colonna sonora ci mette del suo alternando brani duri e sincopati a brani di roboante musica classica* per accompagnare le scene d’azione e sottolineando l’asperità del mondo post atomico, nelle parti più “tranquille”, con brani d’ambiente che non sono mai rilassati, mai.
La colonna sonora di Mad Max, al pari delle immagini che scorrono a schermo, è un viaggio in un mondo altro dal nostro, dove probabilmente nessuno di noi durerebbe 5 minuti e Miller ci tiene a farcelo comprendere. Ovviamente, questo non fa che rendere ancora più vivo quel che ci viene narrato e completare il senso di grandiosità che permea la pellicola.

Un’altra nota di merito va poi al parco uso di effetti speciali. Laddove altri registi avrebbero ricreato la maggior parte dei veicoli e degli inseguitori al computer e demandato a un team tecnico le scene più spettacolari Miller non si fa problemi a girare riprendendo macchine che corrono a cento all’ora, con lunghe pertiche di metallo tensile usate da persone vere per lanciarsi addosso ad altre persone che corrono in altre macchine lanciate anche quelle a cento all’ora!

Metronomi_umani

Spero gli stunts siano stati pagati bene in questo film, anche se quando crepi sul lavoro immagino che aver percepito un buono stipendio dev’essere una magra consolazione 😛

Questo è un film dove per ricreare una chitarra che sputa fiamme, hanno costruito una chitarra che sputa fiamme! Basti dire che la spettacolarità beneficia tantissimo dalla messa in scena molto artigianale del tutto e che siamo di fronte a uno dei film, dal punto di vista registico, più d’impatto degli ultimi 20 anni almeno.

Ultima ma non ultima va considerata la recitazione. Gli attori scelti sono tutti bravissimi nel rendere i propri ruoli, sia che si tratti di un ammasso di muscoli che porta a spasso un mitragliatore pesante, sia che si tratti di una anziana motociclista dalla mira infallibile. A colpire sopra tutti ci sono i protagonisti.
Tom Hardy è un Max che esprime il proprio lato Mad comportandosi non molto più calorosamente di un animale. Passa metà del film a grugnire, non parla quasi mai, soffre di allucinazioni e si getta nelle azioni più assurde. Un personaggio estremamente fisico che rende benissimo lo spirito disperato di sopravvivenza che lo anima.

Furiosa, d’altro canto, è interpretata da una Charlize Theron semplicemente in stato di grazia. Se Mad Max esibisce tre espressioni in croce (come nella miglior tradizione degli eroi d’azione americani**) Furiosa riesce a comunicare il mondo con un movimento delle sopracciglia, una incertezza nelle dita, uno sguardo. Credo sinceramente che questa rimarrà come una delle interpretazioni migliori della carriera della Theron e certo Mad Max avrebbe perso un terzo buono della sua forza se a interpretare l’Eroina ci fosse stata una attrice meno capace a comunicare così tanto col semplice linguaggio del corpo.

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Hail to the Imperator

Insomma, capolavoro sotto ogni aspetto e riguardo 😀

*come scrisse qualcuno, la musica classica è il metal prima della scoperta dell’energia elettrica
**celebre, a riguardo, l’enumerazione delle espressioni di Clint Eastwood: con il cappello e senza cappello

Conclusioni

Credo altre parole sarebbero inutili. Qualsiasi cosa possa dire di più la gif di Welles che applaudisce in loop fiero può esprimerla meglio

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Pro

  • Storia semplice ma che riesce a tenere col fiato sospeso (e si concede pure dei momenti profondi, alla faccia del “Io ti vedo” di Cameron!)
  • Azione come non se ne vedeva al cinema da una vita
  • Personaggi fantastici e scene che trasudano epicità
  • Setting, design, regia, sono, fotografia, recitazione semplicemente sublimi

Contro

Voto finale: 7/7, AMMIRATELO!

P.S. Immagino qui e lì si sia colto come non abbia una entusiastica opinione di un altro film, vecchio di qualche anno, che voleva anche lui trovare i suoi punti di forza in una storia semplice e universale e in personaggi archetipici 😛

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6 pensieri su “Mad Max: Fury Road

  1. Daniele in ha detto:

    Peccato che io sia allergico al post-apocalittico! Per lo meno, questo… reboot?Remake? – non vede la funesta presenza di Mel Gibson (mi sta sullo stomaco) e in più ha il 100% della dose quotidiana di Charlize Teron, attrice capace e, già che le avanzava tempo, molto bella!
    Magari, prima o poi lo vedrò anche se il genere mi irrita. Giusto per vederese è davvero migliore di Avatar…


    Okay, ho visto videoclip migliori di Avatar 😛 magari non visivamente, ma con storie e contenuti più profondi! Babe va in città era un film d’azione più credibile di Avatar (così, tanto per tirare di nuovo in ballo la recensione di Ortolani)…

    • Lol! XD

      Come ha commentato un mio amico “anche un biscotto della fortuna narrativamente prende a schiaffi Avatar 😛 E non scordiamoci la morale di fondo del capolavoro di Cameron: chi ha l’uccello più grande vince! 😀

      Comunque, se riesci a superare l’allergia per il genere post apocalittico ti assicuro che ti troverai davanti uno dei film action più belli di sempre, se non proprio uno dei film più belli punto 😉

  2. LiveALive in ha detto:

    Ammetto che ho preferito andare a vedere Youth, che, mi sembra di capire, dovrebbe essere l’esatto opposto XD però la fotografia, vista così, mi pare piacevole. E ha un che di Kenshiro, che adoro visceralmente XD

    P.S.: Ti ho fatto un editing del prologo degli alternauti. Se mi dai una mail ti invio il malloppo.

    • Se ti piace l’estetica futurista e circostante lo adorerai 😀 punta molto sul cinetismo, ed è, secondo me, più profondo di quanto non appaia a un primo sguardo.

      P.S. Grazie mille 😀 puoi mandarla a hendioke *chiocciola* hotmail.com. Son molto curioso ^^

  3. Christian Stocco in ha detto:

    Mad Max me lo sono perso, lo recupererò in seguito. E condivido, Cameron è uno dei registi più ampollosi e sopravvalutati di Hollywood, assieme a Nolan. Sono semplicemente finiti in un ciclo virtuoso per cui continuano a smuovere fantastiliardi di dollari in attori ed effetti speciali quando vedono un copione con sopra la sua firma. Ritornando al film, non mi aveva convinto proprio per questa ambientazione postapocalittica tutt’altro che originale, però se mi dici che tutto il resto funziona, allora vada.
    Sarei curioso di sapere, se ti è capitato, la tua opinione su Tomorrowland, della Disney. Oltre ad essere uno dei pochi live action della Disney ben riusciti, a mio parere, è un gradevole e necessario elogio al pensiero positivo. Si sforzano pure di dare una spiegazione alla “mente che plasma la realtà” attraverso le care vecchie particelle tachioniche che sono più o meno la stregoneria della fantascienza 🙂
    Te lo menziono perché c’è una neanche troppo velata critica al cinema distopico e postapocalittico, attaccandolo proprio sul perché e sulla sua dannosità sociale perché toglierebbe la speranza ai giovani (che già è poca visti gli ultimi anni.) Fa sorridere.

    • Tomorrowland l’ho visto con mia sorella 🙂
      E’ chiaramente un film per ragazzini, pensato per un target ideale non superiore ai 12 anni di età, ma Bird resta Bird e anche se all’inizio ho trovato fastidioso il modo in cui la morale del film ti viene sbattuta in faccia (la storiella dei due lupi, la ragazza iperpositiva ecc.) il modo in cui viene ribadita nel finale è da brividi.

      Non avevo fatto il collegamento col pensiero positivo, personalmente l’ho visto come un potente messaggio a non arrendersi alla rassegnazione dilagante, a pensare che il mondo può sempre, in ogni momento, diventare un luogo migliore se non si abbandona la speranza di poterlo rendere tale. Il che, in effetti, riporta al pensiero positivo 😀

      L’ho trovato un film bellissimo per i ragazzi, la scena finale è smaccatamente un invito all’azione ai bambini e ragazzini in sale, e un film comunque bello e interessante per gli adulti. Inoltre lode al coraggio di Bird che ci piazza una storia d’amore fra un uomo di mezza età e un robot dal sembiante di bambina (sarò pessimista ma io non ci avrei dormito la notte temendo che qualcuno travisasse e mi venisse a cercare a casa dandomi del pedofilo), riuscendo a fare una cosa estremamente toccante.
      Sì, proprio un film che fa sorridere ^_^

      P.S. Comunque adesso che la Disney possiede Star Wars e i diritti a schermo della Marvel è sempre più un esplodere di ester eggs incrociati in tutti i suoi film XD

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