Hendioke's Lair

In the deep of the dragon

Aggiornamenti e “Questioni di ruolo”, racconto

Con la mini, proprio mini, considerazione di ieri sono tornato a scrivere qui dopo più di un mese. Col post di oggi intendo spiegare un attimo le ragioni della mia assenza e segnalarvi un frutto di uno dei motivi per cui son stato così assente 🙂

Come già accennato in un precedente post, sono stato segato alla prova scritta dell’Esame di Stato per diventare avvocati. Lì per lì non l’ho presa male, dopotutto tutti mi avevano avvisato che è un terno al lotto, ma adesso la cosa inizia a incidere sul mio morale, soprattutto al pensiero di quello che devo fare adesso in vista del secondo tentativo a dicembre (è partito via un anno, un anno per una prova… sigh).

Passato un breve periodo di vacanze dovrò mettermi a studiare, soprattutto fare un ripasso generale di diritto penale e civile (cosa che, adesso che ho testato con mano la prova, ritengo più utile che il solo esercitarsi nello scrivere pareri legali), il che non mi lascerà praticamente tempo per altro.

Questo mese che sono scomparso, tuttavia, non sono scomparso soltanto a causa della delusione per il risultato dello scritto, o per via dell’ammontare di lavoro*, ma anche perché, come avevo scritto in precedenza, da quando ho seguito il corso di scrittura organizzato da Acheron Books sto cercando di impegnarmi di più nella scrittura.

Anche se resto ben lontano, purtroppo, dall’obiettivo ideale di minimo due pagine scritte al giorno, sono comunque riuscito a portare avanti alcuni lavori e iniziarne altri. Ci vorrà ancora del tempo prima che qualcosa di corposo (penso alla mia novella in corso d’opera che dovrebbe essere a poche scene dal finale, finalmente) possano vedere la luce su questo blog, ma qualcosa comincia a esserci.

Oltre a portare avanti i miei progetti, infatti, mi son dato l’obiettivo di partecipare a più concorsi gratuiti possibile, senza altro scopo che mettermi alla prova con tematiche e restrizioni diverse, per migliorare il mio stile e la mia confidenza nello scrivere. Oggi vi propongo un racconto che ho scritto per il concorso di Wired e Penne Matte #RaccontiDistopici, la cui traccia chiedeva di scrivere un racconto sul futuro in cui non vorremmo vivere, con un limite di 9000 battute, e postarlo sul social di scrittura che ospita il concorso.

Mi sono cimentato e questo che vi linko è il mio racconto in gara, che verrà, nelle prossime settimane, sottoposto al giudizio insindacabile della giuria del concorso assieme agli altri racconti concorrenti. Speriamo in bene! Se voleste leggerlo e farmi sapere che ne pensate ve ne sarò grato 😀

Cercherò, anche se a un ritmo rallentato, di non trascurare questo blog e portare avanti, lemme lemme, nuovi articoli da postare, fra cui un nuovo Voci dalla tana che spero di mettere online settimana prossima.

A presto allora (spero)! E buona estate e buone vacanze a tutti 😀

tsukasa_summer

Pensando a una immagine estiva da mettere mi è tornato in mente 100% fragola, manga di cui penso parlerò in futuro. Eccovi quindi Tsukasa Nishino (aka il personaggio femminile perfetto) in versione estiva ^_^

*negli studi legali giugno e luglio sono, tradizionalmente, i mesi in cui si smaltisce anche il lavoro di settembre a causa della pausa estiva di agosto, che fa si che molte scadenze che cadrebbero in quel mese vengono spostate ai primi di settembre.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

9 pensieri su “Aggiornamenti e “Questioni di ruolo”, racconto

  1. Daniele in ha detto:

    Spero che il prossimo round d’esami vada bene 😉 e la scrittura pure!
    Appena questo vampiro chiamato “afa estiva” la pianterà di levarmi le forze, leggerò il tuo racconto e ti darò un’opinione non richiesta 😛
    Intanto, mi lancio a leggere la mini sul fantasy – che scopro esistere solo ora.
    Ancora una volta, coraggio e buon lavoro: io son qui che stalk… attendo 😀

    • Speriamo, non ne posso più. In pratica una parte importante della mia vita rimarrà “sospesa” finché non supero questo benedetto esame >.<
      Spero il racconto ti piaccia 🙂 se non dovesse, beh, spero mi dirai cosa non ti sarà piaciuto così che possa migliorare 😉

  2. Daniele in ha detto:

    Ok! Complice un ambiente con aria condizionata, l’ho letto.
    È un bel racconto e secondo me c’è il potenziale per una storia di più ampio respiro (magari anche un romanzo, o una serie di racconti) se un giorno ti dovesse andare di rimetterci mano.
    Come tecnica, ci vedo qualche incertezza minore, tipo

    “La porta-schermo si chiuse col sonoro scatto di un meccanismo blindato” (secondo me, l’aggettivo “sonoro” è superfluo, qui. Quando una serratura scatta, di solito produce anche un suono. Ecco il primo parere non richiesto: potresti dividere la frase in due, tipo “Sentì scattare la porta-schermo, mentre si chiudeva: era certo che fosse blindata [segue qualche considerazione breve sulla fuga impossibile]” oppure “TLACK! La porta-schermo si chiuse con lo scatto di un meccanismo blindato” se le onomatopee non ti fanno schifo :P)

    “Mi stanno trasformando in un servocyborg pensò finirò senza (…)”
    (pura pignoleria mia, credo che manchi un po’ di punteggiatura per separare i pensieri del personaggio dalla narrazione)

    “Sarebbe stato il suo ultimo pensiero, perché perse i sensi e non li riprese più”
    (altro gigantesco imho: sarebbe meglio descrivere come perde i sensi e senza fare riferimento al fatto che non tornerà mai più cosciente, più che altro perché il racconto continua ancora per una micro-pagina e il lettore potrebbe ancora sperare in un finale meno amaro)

    Anche nella parte in cui si ricorda del processo di indagine, potrebbe starci bene un flashback o due. Ma immagino che dovessi rispettare dei limiti di spazio.

    Questo, a caldo. Se mi verrà in mente qualcos’altro, ti dirò in futuro 🙂

    • Sì, per stare nel limite ho dovuto asciugare un sacco 😀 la nota sui sensi che non riprende è voluta, l’idea era di scrivere un racconto cupo e senza la minima luce.
      Se ci rimetterò le mani credo che aggiungerei una scena su lui ormai servocyborg come finale. Mettere dei flashback nella scena dell’operazione non rischierebbe di allungarla e toglierle impatto?
      Le incertezze stilistiche che hai notato sono parte del mio principale problema. Devo ancora finire di venire a patti con la punteggiatura e imparare a fare frasi essenziali (semmai da arricchire poi). Il sonoro in realtà mi serviva a sottolineare che lo scatto fa un rumore di una certa entità ma se l’hai trovato ridondante penserò a una soluzione migliore. Con le onomatopee non ho problemi 😉
      Grazie mille per i commenti, son contento ti sia piaciuto 😀

      • Daniele in ha detto:

        Ammetto che i flashback possano essere pericolosi, ma forse , due molto brevi… imho, quel passaggio è troppo diretto e perde un po’ di tensione. Sicuramente esisteranno soluzioni migliori, ma al momento non me ne viene in mente nemmeno una 😛

        La punteggiatura è in parte una questione di stile, e quella parte non può venire imputata come errore. Però serve non solo a dettare il ritmo della frase, ma può anche influenzarne il significato, come evidenziato da questa pratica immagine e ammesso che sia riuscito a inserire il link :P!
        Uno dei criteri che ho sempre usato è quello di immaginare di leggere le frasi incriminate: se mi mandano in leggera apnea, servono più virgole (o altri segni adatti) altrimenti meno. Io tendo a scrivere con più virgole della media e così a creare frasi più lente, mentre oggi mi sembra che si punti a frasi più secche e brevi oppure a frasi anche lunghe, ma con pochi segni di interpunzione e che investano il lettore come un camion (forse serve a liberare quei segni dalla loro funzione originale per destinali a uso emoticon :P).

        Sull’aggettivo “sonoro”, è il caso che ribadisca la mia soggettività: forse Gamberetta o il Duca sarebbero più intransigenti, ma dal basso delle mie capacità, io non sono così sicuro che le “regole” della scrittura siano assolute – le trovo più che altro un buon consiglio per ottenere certi effetti, forse migliori di altri, ma bisogna sempre verificare.
        Diciamo che sono per l’empirismo: si fa la prova ogni volta che si è davanti a un caso dubbio e, se funziona meglio di altro, si usa 🙂
        A ogni modo, se ti serve di porre l’accento sul suono della chiusura a scatto, piuttosto che usare quell’aggettivo (che è già una qualità implicita nello scatto) prova a descrivere al volo il suono in rapporto agli altri suoni ambientali – o al silenzio, dipende da quanto è irregimentato l’ufficio che fa da teatro alla scena. Tipo il suono della serratura che sovrasta le chiacchiere degli impiegati e il ronzio del condizionatore, oppure il fatto che lo scatto sembri quasi echeggiare (poco probabile, in un ambiente ristretto e con mobili, ma se lo filtri tramite lo sventurato protagonista, forse…)

      • Daniele in ha detto:

        Uh, dimenticavo, nella fretta di rispondere: figurati, è stato un piacere 🙂

  3. Non ne capisco di fantascienza, non è il mio genere, però l’ho letto fino in fondo, il che non è scontato, quindi l’hai scritto bene. Forse è troppo veloce nello svolgimento, date le 9000 battute, e un po’ lineare, mancano sorprese vere. Il signor Peseti (se leggo bene la prima riga) o Peseri (in tutto il resto del racconto) che sia vittima sacrificale lo si intuisce subito e non si ribella mai a funzionari tutto sommato educati e comprensivi. Che sia sacrificato per ragioni superiori è intuibile, visti i protagonisti del racconto.
    Perché spedirlo poi nel Caucaso quando abbiamo ottime catene montuose in Italia? 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: