Hendioke's Lair

In the deep of the dragon

Voci dalla tana – XII

Eccoci con il dodicesimo appuntamento con le Voci dalla tana, che se penso a quando sarebbe dovuto apparire se questa rubrica avesse mantenuto una parvenza di regolarità… vabbé non pensiamoci! Spero vi piaceranno le opere di cui parlerò oggi 😀

Un fumetto – 100% fragola

100% Fragola (dal quale han tratto un anime), della brava Mizuki Kawashita, è una commedia romantica leggera e divertente da seguire che ha, secondo me, il suo punto di forza nell’esser stato scritto e disegnato da una autrice.

La premessa è abbastanza scema ma serve allo scopo. Lo studente all’ultimo anno delle medie Junpei Manaka è un ragazzo dalla vita assolutamente normale, con una personalità senza infamia e senza lode e un unico pallino: i film.

Manaka è un appassionato di film col sogno segreto di diventare regista e la storia lo vede dirigersi sul tetto dell’istituto per provare la sua nuova videocamera. All’improvviso, dalla tettoia dell’accesso al tetto, cade una ragazza, che dal punto di vista di Junpei appare come caduta dal cielo. Una ragazza bellissima, che sparisce subito nell’imbarazzo del nostro eroe, il quale non fa a tempo a memorizzarne le fattezze e resta con un unico indizio stampato nella memoria: la misteriosa ragazza indossa delle mutandine con una stampa a fragole (da cui il titolo).

Ossessionato dal pensiero della misteriosa ragazza con le mutandine a fragole, Junpei torna sul luogo del misfatto trovando il quaderno di una sua compagna di classe, Aya Tojo, che tuttavia non può essere, scialba e dimessa com’è, la bellissima ragazza misteriosa. Tuttavia, Junpei, riconsegnandole il quaderno scopre che Tojo è una aspirante scrittrice piena di talento e, trovato un comune interesse (l’aspirazione a una carriera artistica), inizia con lei una relazione amichevole.

Aya Tojo occhiali

Non può essere lei la bellezza dalle mutande a fragole no? Insomma, ha gli occhiali!

Deciso a scoprire l’identità della misteriosa ragazza, Junpei indirizza i suoi sospetti su Tsukasa Nishino, la ragazza più bella della scuola, alla quale, in un tentativo disperato di attirarne l’attenzione, si dichiara di fronte a tutti chiedendole di mettersi con lui… e ottenendo un sì come risposta.

tsukasanishino2

E se a 14 anni una ragazza così ti dice sì, basta. Puoi solo camminare trionfante verso il tramonto e goderti la gloria del momento

Ovviamente, poco dopo un accidente del caso porterà a svelare l’impensabile e imprevedibile verità. La fanciulla dalle mutande a fragole non è Tsukasa ma bensì… (suspance)… Aya Tojo!

Aya Tojo natural

Chi l’avrebbe mai detto?

Prima che Junpei possa riprendersi dallo shock le medie finiscono (la rivelazione è accaduta durante gli esami finali) ed è tempo di iscriversi a un liceo con i destini di Junpei, i suoi amici e le due ragazze che rischiano di dividersi. Chi sceglierà, dunque, il buon Junpei? Proverà a far funzionare le cose con Tsukasa, oppure perseguirà la sua visione fragolosa e cercherà di conquistare Aya? Ma poi, chi è la ragazza più adatta a lui, quella con cui potrebbe costruire un vero rapporto d’amore?

Da questa introduzione si sviluppa 100% Fragola che, va messo in chiaro fin da subito, è il classico prodotto da Shonen Jump, che mira a durare il più a lungo possibile e che quindi allunga il brodo all’inverosimile approfittando della sua natura comica.

Per 19 volumi seguiamo le vicissitudini di Junpei, dei suoi amici e delle ragazze che gli girano attorno per tutti i tre anni del liceo del nostro eroe, vicissitudini che seguono sempre, bene o male, lo stesso schema.

Junpei porta avanti le sue attività assieme ai suoi amici (sia maschi che femmine, in particolare adoro il personaggio di Misuzu Sotomura, la sorella dell’amico maniaco di Junpei), i quali gravitano tutti, assieme ad Aya e, saltuariamente, Tsukasa, attorno al club di cinema gestito dal nostro eroe, aiutandolo a realizzare i suoi film. Nel mentre succedono una serie di incidenti comici e accidenti più seri che spingono Junpei ogni volta vicino a questa o quella ragazza, poi però lui non riesce a decidersi se è quella il suo vero amore e torna nella sua indecisa posizione di partenza fino all’avventura successiva. Rinse and repeat.

Per complicare le cose, al duo di possibili love interest si aggiungono, nel corso della serie, altre due ragazze: Satsuki Kitaoji e Yui Minamito, che pur non arrivando mai a poter scalfire la posizione di Aya e Tsukasa contribuiscono alla confusione del povero Junpei e, soprattutto grazie a due caratteri molto volitivi, a moltiplicare i pretesti narrativi e le scene comiche.

100% Fragola, insomma, non brilla per la compattezza della storia. La trama principale se la prende molto comoda nel procedere verso la conclusione e troppi eventi sono chiaramente messi per tirare in lungo e consentire alla Kawashita di pagarsi le bollette, eppure è un fumetto che prende e che si segue con piacere.
In primo luogo perché la parte comica, pur ripetendo sempre lo stesso schema, è ben costruita. I personaggi sono divertenti, così come le loro interazioni e le vicende in cui si trovano coinvolti. Il piacere di scoprire, e ridere, delle prossime disavventure di Junpei&Co. è spesso ragione sufficiente per proseguire nella lettura.
In secondo luogo, e qui arriviamo ai pregi particolari del fumetto, la trama orizzontale, quella che lega il tutto e che si conclude con il definitivo accasamento del cuore di Junpei, è coinvolgente, soprattutto grazie al carattere dei personaggi coinvolti.
I tre protagonisti principali, Junpei, Aya e Tsukasa, sono costruiti benissimo e anche se conservano tratti dei rispettivi cliché su cui sono stati edificati (lo sfigato dal cuore d’oro, la secchiona timida che in realtà è anche fighissima, e la ragazza più bella abituata ad avere tutto) sono estremamente ben caratterizzati in ogni angolo del loro animo e del loro carattere.
Seguendone le storie di formazione e la storia d’amore che li lega è difficile non provare simpatia nei loro confronti, come fossero alla fine amici nostri, ed è impossibile, una volta presi, non finire per parteggiare per l’una o per l’altra possibile coppia. Perché va detto anche questo, la Kawashita è stata brava nel costruire due protagoniste dove non è chiaro chi è quella che alla fine convincerà l’indeciso e immaturo Junpei. Nonostante Aya sembri l’anima gemella dell’eroe anche Tsukasa ha i suoi punti di contatto con Junpei. Sia quando Junpei si avvicina di più all’una che quando si avvicina di più all’altra è difficile non vederli come una coppia ideale 😀
Questo permette di tenere il lettore in dubbio fino all’ultimo, a gran beneficio della storia.

I personaggi femminili della Kawashita, poi, sono tutti belli, anche quelli secondari. Leggere una commedia sentimentale per maschi (perché è indubbio che il target di riferimento è prevalentemente maschile!) scritto da una mangaka è un’esperienza interessante. Senza nulla togliere a capisaldi del genere come Video Girl Ai, ho trovato la Kawashita non solo molto brava nel disegnare personaggi femminili ma anche nel dar loro vita attraverso una serie di sfumature che per un autore maschile sarebbe probabilmente stato più difficile inserire con tanta semplicità nei suoi personaggi.

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Kitaoji, l’amica che ogni maschio vorrebbe avere: un maschiaccio nel corpo di una top model

In definitiva, abbiamo un fumetto dal lato comico divertente (e anche piccante, visto il soggetto: aspettatevi esposizione di biancheria femminile e scene equivoche a fiumi 😛 ) che però non si esaurisce nel far ridere e riesce a mettere in piedi una storia di formazione e d’amore coinvolgente, e a tratti toccante.

Un videogioco – Dungeon Keeper

Oggi torniamo ai classici. Edito da Electronic Arts (quando ancora teneva allo sviluppo dei suoi studi di sviluppo e non si limitava a cannibalizzarli), Dungeon Keeper venne sviluppato dalla mai troppo compianta Bullfrog, studio che ci ha regalato i primi capolavori di un Peter Molyneux non ancora bollito (rinsavisci Sir Peter, ti prego!).

Il gioco è uno strategico/gestionale in tempo reale che parte da premesse oggi come oggi scontate ma che all’epoca non lo erano così tanto: come dev’essere interpretare il cattivo?

Era il 1997 e fantasy, per la maggior parte della gente, significava quello che, beh, ancora oggi significa per un sacco di gente 😛 dungeon scavati nelle profondità della terra, ricolmi di tesori protetti da trappole e mostri terrificanti, gestiti da Evil Overlords con manie di grandezza e pessima progettazione di interni!
Dungeon Keeper ci pone, giustappunto, negli oscuri e malvagi panni del proprietario di uno di questi dungeons, una sorta di signore del sottosuolo, e il nostro compito sarà strappare le schifosamente amene terre incantate ai loro disgustosamente felici abitanti conquistandole un sottosuolo alla volta!

Per tentare questa impresa potremo contare su una nutrita schiera di mostri di ogni sorta, dagli scarafaggi giganti ai draghi, passando per vampiri, demoni cornuti e molto altro. Contrariamente ai classici strategici, tuttavia, non avremo facoltà di creare direttamente le nostre truppe ma dovremo attirarle e convincerle a unirsi a noi offrendo loro una paga adeguata e un ambiente consono alle loro esigenze.

Qui emerge l’anima gestionale di Dungeon Keeper. All’inizio di ogni livello il nostro dungeon consisterà solamente della stanza del cuore (il sancta sanctorum che custodisce il “cuore del dungeon”: un manufatto magico che se distrutto determina la fine della partita) e una stanza del tesoro (dove accumulare le ricchezze strappate al sottosuolo e dove i nostri mostri andranno a ritirare la loro paga).

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Il cuore del dungeon

Per espanderci dovremo usare la nostra mano fluttuante (in gioco il nostro personaggio non compare mai ma attraverso questa mano magica che sostituisce il cursore del mouse interverremo a comandare i nostri mostri, spargere terrore e lanciare magie) per ordinare ai nostri imp di scavare stanze e corridoi nel cuore della terra per espandere i nostri domini.
Gli imp sono il fondo della scala sociale del nostro regno sotterraneo. Sono l’unico tipo di mostro che possiamo creare, evocandoli con una apposita magia, e si occupano di tutti i lavori di bassa manovalanza: scavare nuovi spazi, estrarre oro e diamanti, creare mura e pavimenti, montare trappole e porte e ripulire di campi di battaglia dai cadaveri.
Tuttavia, crescendo di livello, gli imp possono imparare delle abilità che, anche se pensate per renderli più efficienti sul lavoro (come l’abilità di curarsi e il teletrasporto), permettono loro di sopravvivere in battaglia così da poter essere impiegati nei momenti disperati.

Una volta create nuove stanze potremo decidere a che scopo destinarle selezionando un tipo di stanza da un menù e applicandone le caratteristiche a un certo numero di riquadri di pavimento, fino a ottenere uno spazio attrezzato allo scopo. Se vorremo costruire una biblioteca, ad esempio, ci basterà selezionare la biblioteca e poi un minimo di 9 caselle di pavimento libere per far comparire scaffali pieni di libri. Costruendo un pollaio (per qualche strano motivo tutte le creature del gioco si nutrono solo di galline…) faremo comparire casette e nidi con polli che inizieranno a riprodursi e a ruspare.

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Sezione di un dungeon abbastanza sviluppato

Una volta create stanze che possano soddisfare le necessità delle creature che vogliamo si uniscano a noi, a partire dal cibo e da un luogo dove dormire, potremo collegare il dungeon a un portale (un tipo di stanza indistruttibile e presente fin dal principio sulla mappa) dal quale inizieranno a uscire creature desiderose di mettersi al nostro servizio.

Il tipo di creature che compariranno dipenderà dalle possibilità offerte dal nostro dungeon. Approntare solo dormitori e pollai farà comparire solo insetti giganti mentre le stanze ulteriori attireranno ognuna un tipo specifico di creatura. Ad esempio, gli stregoni saranno attratti dalle librerie, dove potranno passare il tempio a studiare e sviluppare incantesimi per noi, i troll saranno attratti dai laboratori, dove potranno fabbricare porte e trappole da piazzare nel dungeon, le dark mistresses saranno attratte dalla sala delle torture dove potranno, ehm, godere nel farsi frustare…

Attorno alle creature ruota il 90% dell’umorismo di questo gioco, e della sua sfida. Ogni tipo di creatura ha le sue preferenze e le sue antipatie, le sue attività preferite e le sue esigenze. Spesso sarete sorpresi nello scoprire cosa combinano le creature quando non state loro appresso, a volte scoprendo retroscena divertenti, a volte scoprendo vere e proprie features di gioco che ignoravate e che potete fruttare a vostro vantaggio.

La vostra principale sfida sarà, quindi, tenere il vostro esercito ben nutrito, ben pagato e felice, evitando che si scannino fra loro seguendo le loro personali antipatie e, soprattutto, evitando che si arrabbino fino al punto di rivoltarsi contro di voi e attaccare il cuore del dungeon!

Una volta organizzato un esercito non sarete, tuttavia, ancora pronti ad assaltare i difensori del regno di turno infiltrandovi nei sotterranei del loro castello. Prima dovrete far allenare le vostre creature, procedimento che richiede tempo e oro, per farle salire di livello. Ogni creatura parte dal livello 1 e può arrivare fino al livello 10 acquisendo abilità e magie sempre più devastanti, e poi dovrete farvi strada fino ai territori del vostro nemico, consapevoli che una volta che voi potrete raggiungere loro loro potranno raggiungere voi e tentare di distruggerne il cuore, quindi assicuratevi che il vostro regno sia ben difeso!

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Due eroi nemici stanno per avere la peggio!

I nemici che affronterete saranno gli eroi al servizio dei regnanti i cui regni volete invadere. Così come le creature che formano il vostro esercito ricalcano gli stereotipi dei mostri di D&D, allo stesso modo gli eroi nemici ne ricalcano le classi 😀
Affronterete arcieri, guerrieri, monaci ma anche samurai e fate! Poiché i vostri mostri non rispondo direttamente ai vostri comandi potrete solo indirizzarli raccogliendoli con la vostra mano e scagliandoli in battaglia, oppure radunandoli attorno a degli stendardi magici. Una volta in combattimento starà a loro cavarsela e voi dovrete sperare di averli preparati bene, ma niente vi impedirà di intervenire lanciando magie o, nei casi più particolari, possedendo uno dei vostri servitori, passando così a una visuale in prima persona che vi permetterà di guidare la creatura posseduta direttamente in battaglia e usarne le abilità in un abbozzo di sparatutto/action 😀

Se riuscirete a farvi strada nel dungeon nemico costringerete il sovrano del regno a comparire per affrontare direttamente le vostre schiere, una volta ucciso lui (e di solito si tratta di un nemico tosto) avrete vinto il livello.

In verità c’è molto più quel che vi ho appena detto in Dungeon Keeper. Come molti giochi della sua epoca è un gioiellino di umorismo (varrebbe la pena anche solo per le battute del vostro fido consigliere) con un sacco di meccaniche che in parte vi saranno spiegate e in parte verrete lasciati liberi di scoprirle da soli. Giusto per fare due esempi, potrete incarcerare i nemici e torturarli, potrete usarne i cadaveri per diversi scopi, così come potrete sacrificare le vostre creature per ottenere creature più potenti 😀

Dopotutto, siete il Signore del Male! Perché non approfittarne? Vi assicuro che poche altre volte essere i cattivi è stato così divertente 😉

Dungeon Keeper è stato un gioco di successo quando uscì, meritandosi 2 espansioni e un seguito e ancora oggi che la Bullfrog non esiste più, e la EA non sembra intenzionata a crearne un seguito serio, ogni tanto spunta fuori questo o quello studio di sviluppo che crea un gioco che vi si ispiri, nel tentativo di accreditarsi il titolo di suo erede spirituale. Insomma, se vi piacciono i generi strategico e gestionale questa è una perla di storia che vi consiglio 🙂 (tanto più che trovate tutti gli episodi sul mai troppo lodato GoG)

Un anime – Last Exile

Last Exile parte da una premessa che a raccontarla non ci si crede essendo assurda anche ben oltre i normali limiti di un’opera fantasy/fantascientifica, eppure gli autori di Last Exile sono stati bravi nel renderla sia accettabile che un fulcro centrale della narrazione.

Prester, il mondo in cui è ambientato Last Exile, ha la forma di una clessidra. Sì, esatto: una clessidra. Si tratta di un mondo formato da due bulbi cavi che accolgono ciascuno un ecosistema completo, uniti fra loro da una strozzatura che, dal punto di vista di entrambi i sottomondi, si pone al confine estremo del cielo.

Prester

Il mondo di Prester visto dallo spazio, abbastanza assurdo no? Anche un po’ inquietante

Nei due bulbi vivono due diverse nazioni, Anatore e Disith. Le terre di Anatore sono verdi e rigogliose, caratterizzate da un clima temperato ma anche da una drammatica scarsità di fonti d’acqua, il che la rende un bene incredibilmente prezioso, le cui scarse scorte sono appannaggio dell’aristocrazia dominante.

Disith, d’altra parte, è una nazione ricoperta da uno strato perenne di nevi e ghiacci: i suoi abitanti abbondano d’acqua ma vivono in condizioni decisamente improbe.

Ovviamente, le due nazioni, avendo ognuna quello che manca all’altra e a causa del reciproco sospetto dato dalla separazione in due diversi demimondi, sono in uno stato di guerra semiperenne e per combattersi usano gigantesche aeronavi, vere e proprie corazzate volanti in grado di attraversare indenni il Grand Stream: la sezione di cielo caratterizzata da venti fortissimi, tempeste eterne e dio solo sa cos’altro che separa i cieli dei due sottomondi.

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La aeronave da guerra mercenaria Silvana mentre attraversa il Grand Stream

Queste meraviglie di acciaio e cannoni sono frutto, tuttavia, di due nazioni dal livello tecnologico da Rivoluzione Industriale e quindi non si alzerebbero di un millimetro se non fosse grazie a una tecnologia anti gravità, estremamente futuristica, messa in campo dalla Gilda. La Gilda è la terza fazione del mondo di Prester: un piccolo gruppo di umani diversi da tutti gli altri (anche sotto l’aspetto fisico) che vivono in una fortezza volante e sono in possesso di tecnologie strabilianti che consentono loro di essere gli arbitri del mondo. E come arbitri i membri della Gilda agiscono, distribuendo i motori antigravità alle due nazioni, detenendo il monopolio della claudia (il materiale che, disciolto in acqua, consente ai motori di volare) e sovraintendendo ai contatti, sia pacifici che bellicosi, fra le due nazioni, come una sorta di organismo sovranazionale imparziale e potentissimo.

Oltre ai possenti motori per le aeronavi, la Gilda ha, nel tempo, messo in circolazione anche dei motori più piccoli, utilizzati per velivoli leggeri a due posti detti vanship

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Prospetto della vanship dei protagonisti

Le vanship, simili a retroautomobili volanti :D, vengono impiegate, nel regno di Anatore, come mezzi di trasporto per piccoli carichi e messaggi e due dei più giovani e brillanti messaggeri della nazione sono Claus Valca e Lavie Head: i nostri protagonisti.

Figli, rispettivamente, di un celebre pilota e un celebre navigatore di vanship che han tentato, rimettendoci la vita, di attraversare il Grand Stream in vanship, Claus e Lavie hanno ereditato l’attività dei genitori e si guadagnano da vivere come corrieri.

La storia comincia un giorno in cui, nel corso di una gara di vanship, Claus e Lavie vedono una vanship schiantarsi in un bosco. Accorsi per prestare assistenza trovano che il navigatore è morto proteggendo una bambina mentre il pilota, gravemente ferito, fa giusto in tempo ad affidare il proprio incarico ai due giovani: accompagnare la bambina sulla Silvana, la aeronave del capitano mercenario Alex Row

Alex Row

aka Il Personaggio più Figo della Serie

La missione condurrà i due nel bel mezzo di una battaglia fra Anatore e Disith e una volta completata i protagonisti decideranno, per una serie di ragioni, di rimanere sulla Silvana e unire i propri destini a quelli dell’equipaggio di Alex Row che, lungi dal comportarsi come il classico mercenario, si scopre ben presto perseguire un obiettivo personale, la cui realizzazione comporta lo stravolgimento di tutto l’ordine di Prester (che, va detto, non è già ben messo di suo). Piano in cui la bambina salvata risulta fondamentale.

La trama di Last Exile, su cui non dirò di più per evitare spoiler, si snoda da quel momento in poi in una storia di intrighi, guerre, profezie e riscatto personali fatta molto bene. Dopo le prime puntate, spese a farci accettare questo mondo bizzarro e le sue logiche e a gettare le basi della trama, seguiremo Claus e Lavie nel loro percorso che ne farà, sempre più e in maniere anche inaspettate, i risolutori di una vicenda che, appunto, si fa sempre più grande e complessa, passando dal mero conflitto alla minaccia per l’umanità.

I pregi di Last Exile, a mio avviso, stanno prima di tutto proprio nella solidità dell’opera che, complici dei personaggi iconici e ben costruiti, prende e trascina in una sequela di rivelazioni sempre più sorprendenti che però non si staccano mai dalle premesse così che il flusso della trama risulta sempre essere solida, e anche i capovolgimenti di fronte e, in alcuni casi, di personalità dei personaggi risultano avvincenti senza suonare forzati.
Dopotutto un altro (grande) pregio di questo anime è che i personaggi sono molto umani, e questo aggiunge un livello di profondità all’opera. Ogni personaggio ha le sue idee, la sua visione del mondo, i suoi conflitti interni, che spesso neanche sa di possedere. Sono personaggi che senza perdere di carica iconica sono molto verosimili e vicini a persone vere con effetti sulla storia, nella quale capita che agiscano impulsivamente o in modo contraddittorio; esattamente come agirebbero delle persone messe nella loro situazione 😀

Un ottimo esempio è Alex Row stesso. Il suo personaggio, di primo acchito, è il classico leader tenebroso e larger-than-life. Il temibile capitano di una nave da guerra considerata invicibile. Temuto da tutti, vicino  a nessuno (nemmeno al suo secondo, Sohpia, che spasima evidentemente per lui), freddo, calcolatore e spietato.
Il suo carattere si approfondisce nel corso dell’opera: emergono i conflitti, le passionalità, le debolezze e Alex e la sua storia diventa più coinvolgente, nonostante non perda mai un grammo della sua freddezza, della sua epicità e spaccaculaggine 😀

Altro grande pregio è il background, l’ambientazione che viene approfondita episodio dietro episodio. Si vede che gli autori ci hanno lavorato moltissimo, trovandosi una spiegazione per tutto e anche se non tutto viene spiegato questa cura maniacale sortisce i suoi effetti perché il mondo di Prester e le flotte di velivoli antigravità che si muovono per i suoi cieli risultano incredibilmente solidi donando un grande senso di profondità all’ambientazione. Il che, considerate le premesse veramente spinte (parliamo di corazzate di decine di migliaia di tonnellate d’acciaio che si sollevano in volo nei cieli di un mondo a clessidra!), è un risultato considerevole 🙂

In ultimo vorrei citare un dettaglio che rientra direttamente nella categoria delle finezze: quelle piccole cose che non stravolgono o proprio non hanno peso ai fini dello sviluppo dell’opera ma che segnalano la cura degli autori e si offrono come inside jokes.
Tutti i titoli, tranne uno, dei 26 episodi che compongono questo anime sono riconducibili al linguaggio tecnico degli scacchi. Lungi dall’essere scelti a caso, ogni titolo, se correttamente interpretato, indica il fulcro della puntata cui si riferisce e, nel complesso, la sinergia fra titoli degli episodi e storia permettere di leggere l’intera serie come una complessa partita a scacchi, paragone che, al di là dei titoli, torna più volte dentro il cartone 😀

Last Exile, in definitiva, è uno dei migliori anime, secondo me, dei primi 2000. Un’opera di quelle costruite con amore e professionalità, con un uso allora innovativo della CGI che, pur non riuscendo a scomparire nello sfondo, accompagna bene l’ottima animazione. Una storia con scene epiche che faticherete a dimenticare, personaggi di cui avrete memoria a lungo e una evoluzione interna semplicemente stupenda.

Il bello, poi, è che lo potete recuperare, integralmente e legalmente, da questo sito di streaming, un’occasione che vi consiglio di non farvi fuggire 😉

E con questo è tutto, alla prossima e vi lascio con la bonus track della settimana: la sincopata opening (senza testi) di Last Exile ^_^

 

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9 pensieri su “Voci dalla tana – XII

  1. 100% fragola non l’ho mai letto – mi dava l’idea di spingere molto sul fan service, elemento per cui ho sempre avuto una certa allergia – ed essendo Planet Manga, il terrore degli arretrati, credo che non lo leggerò mai 😛
    La disegnatrice è davvero brava: ho letto il primo numero di un altro manga disegnato, ma non sceneggiato, da lei (La spada e la mente) e ha un tratto davvero piacevole da vedere 🙂
    Comunque, da come descrivi 100%, mi ha ricordato un po’ Orange Road – non tanto, perché il protagonista di OR non è davvero indeciso, è più che non ha le palle di dire a una che gli piace più l’altra…

    Anche Dungeon Keeper, purtroppo mi manca – è il mio sogno, essere un vero Signore del Male (TM) e dovrò rimediare!
    Per psp (non la Vita) esiste un gioco, ben più spartano ma dai toni simili – però l’ho trovato molto difficile: il titolo è “Holy Invasion of Privacy, Badman! What Did I Do To Deserve This?” alla faccia della Wertmuller O.O

    Last Exile… visto su Mtv quando non era ancora un reality infinito su sedicenni digiune di contraccezione: non ricordo tanto sulla storia, ma per musiche e disegni è un’altra storia! Meraviglia!
    Dai tempi di Blue Submarine N°6 avevano fatto un sacco di strada, anche in termini di computer grafica :-O

    • Mi sono accorto solo ora di questo commento, scusa ^^’

      Il seguito di Last Exile non l’ho visto, ma quel che mi dici rafforza le recensioni che ho letto e che me ne hanno tenuto lontano finora XD
      Sì era, ed è ancora, magnifico da vedere. E personalmente anche se non ricordo tutti i dettagli della storia ricordo bene il magnifico senso di progressivo innalzamento della posta in gioco che si respirava puntata dopo puntata. La tensione e l’epicità della trama montavano su molto bene 😀

      “What Did I Do To Deserve This, My Lord?” (ignoravo che il titolo originale fosse ancora più lungo!) è il titolo con cui conoscevo il gioco che citi ma non l’ho mai giocato. Va detto che, oltre a trovare Dungeon Keeper su GoG, di recente uno studio indipendente ne ha creato un seguito spirituale “War for the Overworld” che non ho ancora avuto occasione di giocare ma pare rispecchiare molto l’appeal di DK 🙂

      Di Orange Road ricordo solo il cartone e mi verrebbe da dire, ma è un giudizio che vale quel che vale (poco), che ritengo la trama di 100% Fragola migliore. Junpei è indeciso ai limiti della stupidità ma le vicende che gli accadono attorno sono sempre divertenti e, comunque, le protagoniste sono più attive e complesse di quanto fossero quelle di Orange Road (l’anime quanto meno) nei miei ricordi 😀
      Purtroppo, effettivamente, recuperarlo oggi è una sfida ^^’

      • Per il commento non visto, può capitare, specie se si han da fare un sacco di cose 😉

        Per Last Exile, mi accorgo solo ora che quello che ho scritto è ambiguo: riguardo ai reality etc. mi riferivo alla programmazione di Mtv da qualche anno a questa parte, non direttamente a Last Exile 😛 – del quale mi pare sia uscito un fumetto di recente, ma non l’ho letto.

        Il gioco col titolo lungo… forse lo hanno rititolato per psp (e per citare il Batman con Adam West, ovviamente). La mia versione è proprio quella per psp.

        100% fragola… un giorno, forse 🙂

  2. Azz pensavo proprio parlassi della seconda serie di Last Exile che ho letto essere il regno del dramma adolescenziale XD

    Comunque adesso MTV non è solo adolescenti che ignorano ogni più elementare metodo contraccettivo, ma anche di Shannara e degli elfi coi copriorecchie 😛

  3. Ho giocato solo al 2 di Dungeon Keeper, che rimane uno dei videogiochi più divertenti a cui abbia giocato! Però mi sono sempre fermato all’ultimo o penultimo livello. Mi è venuta voglia di ricominciare…

  4. Magari lo sai già, ma ho letto che deve uscire un sequel di 100% fragola

    https://www.google.it/amp/s/www.animeclick.it/news/amp/63820-100-fragola-sequel-per-il-manga-dopo-piu-di-dieci-anni.amp.html

    E… tutto qui! Spero che le cose ti vadano bene, in attesa di aggiornamenti ufficiali 🙂

    • Wow, mi hai portato un’ottima notizia 😀

      Scusa se ti rispondo solo ora, e scusami se al tuo precedente commento non ho risposto affatto ^_^’

      Le cose vanno bene e male, in verità. Ancora una volta non ho vinto la lotteria dello scritto dell’Esame di Avvocato, ed è un altro anno perso in cui non riuscirò a ottenere questo benedetto titolo. Però la mia compagna ce l’ha fatta e da poco più di una settimana conviviamo in un appartamento tutto nostro (in affitto) 😀

      Quindi non posso decisamente lamentarmi ^_^

      Spero di riprendere presto a scrivere qui, ho un paio di idee e mooolte cose da riprendere ma, non so, mi sembra di non riuscire mai a trovare il tempo 😦 spero che adesso che la casa è sistemata e, purtroppo, l’ansia da esame rimandata di riuscire a combinare qualcosa 🙂

      • Mi spiace per la parte no della vita 😦

        Spero che alla prossima estrazione ti vada meglio (potresti provare a chiedere suggerimenti a chi ha superato l’esame, magari sbagli qualcosa di cui non ti sei reso conto – ipotizzando che l’esame sia organizzato in modo giusto, tutto ciò che puoi fare è lavorare sulle variabili che controlli tu).

        A ogni modo, congratulazioni per la parte sì, a te e alla tua compagna 😀 e i miei migliori auguri per il resto 😉

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