Hendioke's Lair

In the deep of the dragon

Archivio per la categoria “Segnalazione”

Voci dalla tana – XIII

Bentornati a un nuovo Voci dalla tana. Mi son reso conto che, più spesso che non, finisco con il segnalare opere parecchio risalenti nel tempo, segno tangibile di come consumassi molti più videogiochi, film e libri un tempo rispetto ad adesso… sigh…

Con questo Voci dalla tana, quindi, voglio provare a concentrarmi su cose più recenti, per i miei standard, spero vi piaccia 🙂

Un libro – Angelize (e Angelize II)

Ok, sono due libri in verità, ma si tratta di una duologia così coesa che preferisco considerarli un’opera unica.
Trattasi di un urban fantasy opera della clarissima Aislinn, autrice fantasy nostrana. Ammetto che ho letto il primo Angelize solo quando le circostanze hanno creato l’occasione, perché il titolo da una parola, in inglese, che suona come uno strano aggettivo e la trama con angeli dentro mi avevano inizialmente tenuto a diffidente distanza. Dopo aver divorato il primo ho subito recuperato e divorato anche il secondo, diventando un fan dell’autrice 😀

Angelize

Non la più invitante delle copertine, converrete

Dio è morto, e se non è morto, beh… è comunque da un bel pezzo che non si fa vivo e i suoi angeli, i suoi soldati e fedeli servitori, sono ora inchiodati a una esistenza eterna da ultimi giapponesi sull’isoletta, quando la guerra è finita. Destinati a ricordare in eterno il loro Signore mentre vagano incorporei e insensibili nella dimensione spirituale del mondo.
Due palle, vero?

Alcuni angeli, stufi della situazione, decidono di trovare una scappatoia incarnandosi in esseri umani, così da poter condurre una vita mortale. Peccato che questo comporti uno scambio fra loro e l’anima degli umani “prescelti”.
Ecco, quindi, che alcune decine di esseri umani si ritrovano a ricoprire lo scomodo ruolo di angeli involontari, sperduti in una dimensione che non capiscono e maltrattati dagli angeli puri, che li vedono come una aberrazione. Continua a leggere…

Il quarto tappo

Purtroppo, come avrete capito dal titolo, nessun articolo corposo oggi, mi spiace. Con questo quarto tappo, però, non solo spezzo il silenzio del blog ma vi segnalo anche una iniziativa più che interessante 😀

Il lettore di Fantasia è una iniziativa editoriale nata nel luglio del 2014 con il nobile scopo di diffondere la letteratura fantastica e di genere, attraverso il bistrattato ma mai troppo lodato sistema della rivista.

banner IL LETTORE DI FANTASIA

In pratica, con cadenza aperiodica (ma tendenzialmente bimestrale), la redazione de il Lettore di Fantasia pubblica un numero dell’omonima rivista, in 16 pagine, che viene reso disponibile per il download gratuito sul loro sito e distribuito, sempre gratuitamente, in alcune librerie e luoghi di ritrovo in giro per l’Italia.

Questa rivista propone racconti di genere (dal fantasy all’horror passando per il giallo e i -punk vari), spesso a puntate, e il suo lodevole intento è quello di diffondere l’abitudine alla lettura della narrativa di genere attraverso uno strumento gratuito (le spese vengono coperte dagli sponsor acquistando pubblicità sulla rivista) e di facile reperibilità.

Personalmente l’ho scoperta qualche mese fa e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Ci sono diverse firme che si alternano a scrivere racconti brevi o lunghi con una varietà di stili e di argomenti tale che non tutto piacerà, o comunque non piacerà tutto allo stesso modo, ma è difficile non trovare una penna o un singolo racconto che non incontri il nostro gusto e che non sia piacevole da seguire nel corso del tempo.

L’idea del suo creatore, Fabio Mosti, è in effetti quella di creare una opera che accompagni il lettore nel tempo e con la quale il lettore possa mantenere vivo un rapporto di affetto dato tanto dal seguire il dipanarsi su un lungo periodo delle storie cui ci si appassiona, sia dal piacere di scoprire ogni volta nuove storie e nuovi autori.

Un’altro intento molto lodevole che il Lettore di Fantasia si propone è quello di contribuire, nel suo piccolo, a diffondere l’idea che se scrivi e pubblichi devi essere pagato, anche se non stai pubblicando un libro con una casa editrice, anche se stai “solamente” pubblicando un racconto di 2.000 parole su una rivista.

Difatti la redazione compensa gli autori con 3,5 euro ogni 1.250 caratteri (e gli illustratori 25 euro a tavola) che, sinceramente, non so dire se è tanto o poco ma in questo periodo desolante per chiunque tenti la carriera letteraria che ci sia una retribuzione, invece della “accattivante” visibilità, è già una buona cosa ^^

Se siete curiosi di scaricare qualche numero de il Lettore di Fantasia, o di leggerlo direttamente dal loro sito, per vedere se può piacervi fate utilizzate pure il link in testa al post, se volete seguirli su Facebook questa è la pagina e se dopo averne letto qualche numero decideste che vi piace e che volete aderire alla loro causa potete contribuire attraverso Patreon.

Da par mio andrò avanti a leggerla con interesse e un giorno mi piacerebbe proporre qualcosa per la pubblicazione ^^

Voci dalla tana – XII

Eccoci con il dodicesimo appuntamento con le Voci dalla tana, che se penso a quando sarebbe dovuto apparire se questa rubrica avesse mantenuto una parvenza di regolarità… vabbé non pensiamoci! Spero vi piaceranno le opere di cui parlerò oggi 😀

Un fumetto – 100% fragola

100% Fragola (dal quale han tratto un anime), della brava Mizuki Kawashita, è una commedia romantica leggera e divertente da seguire che ha, secondo me, il suo punto di forza nell’esser stato scritto e disegnato da una autrice.

La premessa è abbastanza scema ma serve allo scopo. Lo studente all’ultimo anno delle medie Junpei Manaka è un ragazzo dalla vita assolutamente normale, con una personalità senza infamia e senza lode e un unico pallino: i film.

Manaka è un appassionato di film col sogno segreto di diventare regista e la storia lo vede dirigersi sul tetto dell’istituto per provare la sua nuova videocamera. All’improvviso, dalla tettoia dell’accesso al tetto, cade una ragazza, che dal punto di vista di Junpei appare come caduta dal cielo. Una ragazza bellissima, che sparisce subito nell’imbarazzo del nostro eroe, il quale non fa a tempo a memorizzarne le fattezze e resta con un unico indizio stampato nella memoria: la misteriosa ragazza indossa delle mutandine con una stampa a fragole (da cui il titolo).

Ossessionato dal pensiero della misteriosa ragazza con le mutandine a fragole, Junpei torna sul luogo del misfatto trovando il quaderno di una sua compagna di classe, Aya Tojo, che tuttavia non può essere, scialba e dimessa com’è, la bellissima ragazza misteriosa. Tuttavia, Junpei, riconsegnandole il quaderno scopre che Tojo è una aspirante scrittrice piena di talento e, trovato un comune interesse (l’aspirazione a una carriera artistica), inizia con lei una relazione amichevole.

Aya Tojo occhiali

Non può essere lei la bellezza dalle mutande a fragole no? Insomma, ha gli occhiali!

Continua a leggere…

Ritorno ed aggiornamenti

E l’esame scritto è passato! Nel senso che l’ho affrontato, ma non ho ancora l’esito. Quello lo avrò a giugno, per poi, se avrò passato gli scritti, avere l’orale fra settembre e novembre. Perché avere fretta quando ti si può tranquillamente rovinare un anno di vita?

Sono passate anche le vacanze natalizie ed è arrivato l’anno nuovo. Questo blog non mi vede in attività da mesi ormai. Complici esami, scrittura e lavoro mi sono praticamente eclissato. Avevo detto che sarebbe probabilmente accaduto ma mi dispiace lo stesso 😦

Arrivato l’anno nuovo non sono immediatamente tornato perché anche se adesso l’esame preme sulle mie spalle meno di prima comunque non ho recuperato tutto il tempo che avevo precedentemente. Sono tornato al lavoro al tempo pieno e ho anche ripreso a scrivere. Quest’anno voglio cercare di essere fedele al mio intento di scrivere almeno due pagine al giorno nei giorni feriali (dieci pagine la settimana) e questo, inevitabilmente, comporterà che il blog continuerà a essere un po’ sacrificato ma non intendo rinunciarci e quindi si torna in attività 😀

Ho un Voci dalla Tana quasi pronto che posterò questa settimana, una considerazione bella grossa che conto di postare per la prossima e delle recensioni che mi piacerebbe fare. Insomma, non sono morto. Solo, sono come al solito di fretta 😉

Per non rendere questo post un semplice saluto con annessa dichiarazione di intenti ne approfitto per segnalarvi un po’ di pagine web meritevoli.

Software Library: MS-DOS Games

L’internet Archive è un progetto, a mio avviso, fondamentale per la futura memoria dell’umanità. Il suo compito è conservare la memoria di Internet, attraverso principalmente la sua Wayback Machine, ovvero una parte importante della nostra memoria che, per la sua natura parcellizzata, può vedere una informazione rimanere disponibile virtualmente per sempre o spegnersi nell’oblio dall’oggi al domani.

L’Internet Archive si occupa anche di conservare memoria di altre cose fra cui i software che in vario modo hanno contribuito alla nostra cultura e memoria collettiva e fra questi non possono certo mancare i videogiochi 😀

A questa pagina troverete l’archivio di giochi in MS-DOS conservati dall’Internet Archive, tutti giocabili via browser. L’occasione per recuperare alcuni dei classici fondativi di questo medium 😉

pac_man

Ovviamente lui non poteva mancare!

Gli scaffali della New York Public Library

Tramite questo link, invece, potrete accedere a 187.000 (e altre ne arriveranno) opere, fra estratti di libri, stampe ecc., di pubblico dominio che la Public Library di New York, l’ente che gestisce le biblioteche di New York, si è occupata di digitalizzare e rendere disponibile a chiunque desideri curiosare fra i suoi scaffali senza però dover affrontare il viaggio fino alla sede.

Alla fine, è per cose come queste che è nato il Web, ed è sempre per come queste, io credo, che val la pena continuare ad avere fiducia in questa grande, ancora nuova e meravigliosa rivoluzione 😀

A presto! 😉

Voci dalla tana – XI

Eccoci con l’undicesimo appuntamento con la nostro rubrica aperiodica di segnalazioni di opere 🙂 Spero vi piacciano quelle che segnalerò oggi 😀

Un fumetto – PKNA Paperinik New Adventures

Visto il suo ritorno nelle edicole in una nuove edizione in formato maxi e visto, soprattutto, il comparire di nuove storie di questa continuity su Topolino (sia lode agli dei!) direi che non è fuori luogo accennare al fumetto capostipite di quella che è stata una vera e propria rivoluzione nella casa italiana del Topo.
Siamo nel 1996, Cavaglione è da un paio d’anni responsabile dei prodotti editoriali della The Walt Disney Company Italia, il che vuol dire che sulle sue spalle gravano la responsabilità di riviste storiche come Topolino, Zio Paperone e altre. Ma Cavaglione non vuole accontentarsi di amministrare l’esistente, per il settore fumettistico della Disney Italia vuole un colpo d’ala, una innovazione che possa portare degnamente i fumetti disney e i loro personaggi verso il nuovo millennio. Così, assieme a Ezio Sisto, il suo responsabile artistico, decide di tentare qualcosa di nuovo e inedito: portare personaggi iconici della Disney in un nuovo formato, con tutto quello che comporta. Più esattamente il formato dei comics americani. spider-man1 Un’operazione del genere non può certo esaurirsi nel semplice cambio fisico del formato. Si tratta di rivoluzionare linguaggio e contenuti rispetto al tipico fumetto Disney, e avendo in mente i fumetti di supereroi (i comics per eccellenza) la scelta del primo personaggio con cui tentare il salto non poté che ricadere su Paperinik. Creato dall’italiana Elisa Penna sul finire degli anni ’60, Paperinik era in origine un vendicatore mascherato. Un personaggio oscuro per i canoni disneyani e chiaramente ispirato a diverse figure di criminali gentiluomini, a partire da Diabolik, che gli presta, storpiato, il nome. Continua a leggere…

Aggiornamenti e “Questioni di ruolo”, racconto

Con la mini, proprio mini, considerazione di ieri sono tornato a scrivere qui dopo più di un mese. Col post di oggi intendo spiegare un attimo le ragioni della mia assenza e segnalarvi un frutto di uno dei motivi per cui son stato così assente 🙂

Come già accennato in un precedente post, sono stato segato alla prova scritta dell’Esame di Stato per diventare avvocati. Lì per lì non l’ho presa male, dopotutto tutti mi avevano avvisato che è un terno al lotto, ma adesso la cosa inizia a incidere sul mio morale, soprattutto al pensiero di quello che devo fare adesso in vista del secondo tentativo a dicembre (è partito via un anno, un anno per una prova… sigh).

Passato un breve periodo di vacanze dovrò mettermi a studiare, soprattutto fare un ripasso generale di diritto penale e civile (cosa che, adesso che ho testato con mano la prova, ritengo più utile che il solo esercitarsi nello scrivere pareri legali), il che non mi lascerà praticamente tempo per altro.

Questo mese che sono scomparso, tuttavia, non sono scomparso soltanto a causa della delusione per il risultato dello scritto, o per via dell’ammontare di lavoro*, ma anche perché, come avevo scritto in precedenza, da quando ho seguito il corso di scrittura organizzato da Acheron Books sto cercando di impegnarmi di più nella scrittura.

Anche se resto ben lontano, purtroppo, dall’obiettivo ideale di minimo due pagine scritte al giorno, sono comunque riuscito a portare avanti alcuni lavori e iniziarne altri. Ci vorrà ancora del tempo prima che qualcosa di corposo (penso alla mia novella in corso d’opera che dovrebbe essere a poche scene dal finale, finalmente) possano vedere la luce su questo blog, ma qualcosa comincia a esserci.

Oltre a portare avanti i miei progetti, infatti, mi son dato l’obiettivo di partecipare a più concorsi gratuiti possibile, senza altro scopo che mettermi alla prova con tematiche e restrizioni diverse, per migliorare il mio stile e la mia confidenza nello scrivere. Oggi vi propongo un racconto che ho scritto per il concorso di Wired e Penne Matte #RaccontiDistopici, la cui traccia chiedeva di scrivere un racconto sul futuro in cui non vorremmo vivere, con un limite di 9000 battute, e postarlo sul social di scrittura che ospita il concorso.

Mi sono cimentato e questo che vi linko è il mio racconto in gara, che verrà, nelle prossime settimane, sottoposto al giudizio insindacabile della giuria del concorso assieme agli altri racconti concorrenti. Speriamo in bene! Se voleste leggerlo e farmi sapere che ne pensate ve ne sarò grato 😀

Cercherò, anche se a un ritmo rallentato, di non trascurare questo blog e portare avanti, lemme lemme, nuovi articoli da postare, fra cui un nuovo Voci dalla tana che spero di mettere online settimana prossima.

A presto allora (spero)! E buona estate e buone vacanze a tutti 😀

tsukasa_summer

Pensando a una immagine estiva da mettere mi è tornato in mente 100% fragola, manga di cui penso parlerò in futuro. Eccovi quindi Tsukasa Nishino (aka il personaggio femminile perfetto) in versione estiva ^_^

*negli studi legali giugno e luglio sono, tradizionalmente, i mesi in cui si smaltisce anche il lavoro di settembre a causa della pausa estiva di agosto, che fa si che molte scadenze che cadrebbero in quel mese vengono spostate ai primi di settembre.

The Time Has Come. Final Fantasy VII Remake

Buonasera a tutti! Scusate l’ennesima scomparsa. Purtroppo ci saranno amare novità sul blog, nel senso che a causa del fallimento agli scritti per l’Esame di Stato quasi certamente metterò il blog on hiatus. Per chi non sa vuol dire che salterà ogni pretesa di aggiornamento semiperiodico e aggiungerò materiale solo se e quando mi sarà possibile… e temo starà on hiatus a lungo 😦

Ma di questo parlerò meglio nel prossimo Voci dalla tana che conto di mettere su a breve, adesso sono qui per condividere con voi una notizia di gaudio e gioia! 😀 Continua a leggere…

Il terzo tappo

Mi spiace ricorrere subito a questo strumento -.-

Ho fatto saltare l’appuntamento con Voci dalla Tana settimana scorsa perché volevo scrivere una recensione di Mad Max (sintesi: CA-PO-LA-VO-RO-!) ma al solito il tempo per scrivere è drammaticamente poco e dividendolo fra blog e novella* diventa drammaticamente risibile ;_;

Che poi lo so che se fossi più concentrato potrei ricavarmi due ore in più, almeno, al giorno ma non è colpa mia se ho la capacità di concentrazione di un pesce rosso! >.< scusate lo sfogo u.u

Quindi oggi mi tocca postare un tappo ma questa volta invece di rimandarvi diretti a qualcosa di interessante voglio prima presentarvelo.

don’t take it personally, babe, it just ain’t your story

Questo videogioco dal nome lunghissimo (d’ora in poi DTIP) è opera della talentuosa Christine Love, una scrittrice, come si definisce lei stessa, che a un certo punto ha preso una curva sbagliata ed è finita ad occuparsi di videogames 🙂
DTIP appartiene al genere della visual novel, un misto fra avventura grafica e romanzo a bivi tipico della cultura videoludica giapponese. E infatti, anche se l’autrice non è giapponese (credo sia americana o canadese), l’influenza nipponica è palese fin dalla schermata di avvio.

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Il genere visual novel si caratterizza per presentare delle schermate fisse e svilupparsi quasi esclusivamente attraverso i dialoghi. Gli enigmi tipici delle avventure grafiche tradizionali, esplorazione di ambienti, ricerca di oggetti da combinare e meccanismi da attivare, viene sostituito da enigmi testuali dove bisogna riuscire a porre la domanda, o dare la risposta, giusta al NPC giusto. Trovare con chi parlare e quando e reperire una informazione utile fra varie schermate di testo (nel caso di DTIP, per lo più schermate internet e bacheche).

Le differenze con le avventure tradizionali, e il forte accento sui dialoghi e le relazioni fra personaggi, rendono le visual novel giochi dal gameplay fortemente personaggio centrico e DTIP non fa, quasi eccezione. Quasi perché se da una parte il gioco si fonda completamente sui rapporto fra il protagonista e i personaggi secondari, sui rapporti fra i personaggi secondari, dall’altra il gameplay non sembra voler premiare affatto, e nemmeno punire, il giocatore per le sue scelte. Ma per comprenderci passiamo un attimo alla trama.

In DTIP veniamo chiamati a impersonare John Rook, un informatico che a causa di un divorzio sta attraversando “una strana crisi di mezza età” e decide di riciclarsi come insegnante di letteratura. John viene assunto in una scuola molto particolare, dotata di un social network privato al quale sono iscritti tutti gli studenti. John viene dotato dalla direzione di un terminale che gli permette di accedere al network scolastico e di vedere le pagine degli studenti… nonché i loro messaggio privati!
Questo potere dato agli insegnanti dovrebbe servire a prevenire il bullismo a scuola.

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Rook che, da coscienzioso professore, controlla le bacheche delle sue studentesse mentre altre cercano di parlargli 😛

Cominciato il suo lavoro John si rende presto conto di essere finito in una classe piccola ma per niente coesa con una serie di teen drama, fra coppie omo ed etero che esplodono e rimpattano e reciproche rivalità, degna di una soap. Senza considerare che una delle sue studentesse sembra decisa a iniziare una storia con lui, o che un’altra studentessa pare sia morta eppure lui la incontra più volte in giro!

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If you know what I mean…

Nel guidare John attraverso le difficile acque che separano le buone intenzioni dall’essere davvero un bravo insegnante ci accorgeremo presto che, qualsiasi scelta noi si faccia, si arriverà a un finale che sarà diverso a seconda delle nsotre scelte, sì, ma per lo più indifferente alla piega che proveremo a dare agli eventi. Il titolo lunghissimo, dopotutto, non è posto a caso. DTIP non è tanto la storia di John quanto quella dei suoi studenti. John è semplicemente uno spettatore che vorrebbe fare la differenza ma non riesce mai, non come vorrebbe, o come vorremmo noi.

Il bello di DTIP sta, secondo e, proprio qui. E’ un gioco autentico, una visual novel con tutto al posto giusto, ma al tempo stesso è una sorta di elogio alla impotenza. Una riflessione amara su come alle volte la vita va come deve andare nonostante i nostri sforzi, frenati dai nostri limiti e anche dal nostro carattere che spesso non assomiglia a come vorremmo vederci (che è il caso di John).

E’ molto interessante esplorare le varie possibilità di perdizione e redenzione del protagonista nel corso dei bivi narrativi del gioco e, inoltre, la parte più propriamente “novel” dell’opera è di, secondo me, ottima fattura, con personaggi secondari apparentemente stereotipati ma che in realtà nascondono personalità complesse, passati concreti e desideri semplici ma drammaticamente irraggiungibile come spesso appaiono i desideri durante l’adolescenza.
Inoltre, nel raccontarci i drammi del gruppo di adolescenti posto sotto la nostra custodia, il gioco affronta temi non banali, come l’identità sessuale, la privacy, la considerazione di sé.

Si tratta, in definitiva, di un’opera bizzarra (un videogioco che si diverte a frustrare quello che dovrebbe essere il risolutore della faccenda: il giocatore) ma molto valida e che vi consiglio di giocare anche solo una volta. Tanto più che è gratuito e lo potete trovare a questo indirizzo 😀

*sì, sto scrivendo una novella. Era cominciato come un racconto, una ventina di pagine non di più, ma la cosa mi è sfuggita di mano e chissà fra l’altro quando finirò T_T senza considerare a riprenderlo in mano adesso, dopo aver seguito il corso di scrittura, mi sembra una vaccata immane. Ma mi dicono che è normale 🙂

Mini considerazione – Le donne guerriere

Quello delle donne guerriere è un argomento che ogni tanto balza fuori nella blogsfera letteraria italiana, la piccola parte relativa al fantasy che conosco io quanto meno :P, per il suo essere un tema, dal punto di vista autoriale fantasy, al tempo stesso affascinante e delicato.

Affascinante perché la donna guerriera usata come personaggio per un romanzo può prestarsi a molti scopi. Se ne può sfruttare la sensualità per attirare il pubblico maschile, la possibilità di immedesimazione per attirare quello femminile e il suo essere, comunque e ancora oggi (seppur molto meno rispetto a 50 anni fa), un personaggio di rottura rispetto alla nostra società per attirare pubblico d’ambo i sessi.
Si può utilizzare una protagonista femminile e combattente per dare un taglio diverso alla storia, anche solo in virtù del diverso punto di vista che può avere rispetto alla sua controparte maschile, mentre un personaggio femminile e combattente non protagonista permette di affiancare al protagonista maschile un contraltare diverso dal solito, ed eventualmente un love interest che non stia a mille leghe di distanza ma che sia lì a sporcarsi le mani assieme a lui.

Delicato perché se non si è in grado di utilizzarlo attentamente (e penso soprattutto a noi scrittori maschi) il rischio di sbracare e cadere nel becero è alto. Si rischia di farne una macchietta erotica (significativo l’excursus sul bikini di bronzo delineato dal sempre ottimo e puntuale Davide Mana) oppure un maschio con le tette. Continua a leggere…

Voci dalla tana – X

Dopo questa immensa pausa eccoci tornare, si spera, alla normale e semi-randomica attività di questo blog con un nuovo Voci dalla tana. Spero gradirete le opere di cui parlerò oggi 🙂

Un libro – Godbreaker

Ormai tempo fa su facebook si discuteva di come sarebbe un po’ più semplice per gli autori campare se tutti i lettori segnalassero in giro, anche brevemente, le opere che hanno apprezzato, favorendone la diffusione. Così oggi lascio un attimo da parte libri risalenti e/o stranieri per segnalarvi quest’opera che ho apprezzato, e prima sua che ho letto, di Luca Tarenzi. Fra l’altro io stesso ne venni a sapere da una recensione del sempre bravo Sociopatico, a dimostrazione che il principio della diffusione o passa parola funziona.

Godbreaker è un urban fantasy che parte da una premessa ormai classica del genere, ovverosia che le divinità, tutte le divinità, esistono o sono esistite per davvero (con tutto il contorno di creature mitologiche, spettri, demoni e compagnia cantante) e che ancora oggi camminano fra noi, costrette per lo più a una vita clandestina in un mondo che ha smesso di adorarle da tempo e non le capirebbe. Quello che rende interessante Godbreaker è come questa premessa viene svolta dall’autore fino ad ottenere un’ambientazione più che solida.
Tarenzi è laureato in storia delle religioni e leggendo il suo libro si vede, non perché imbastisca lezioni (per fortuna lui non è Eco e questo non è il Nome della Rosa 😛 ), ma per via della profondità, verosimiglianza e coerenza interna raggiunta dal mondo che costruisce. Tarenzi riesce a metterci insieme elementi da mitologie di mezzo mondo senza che mai l’ambientazione perda di credibilità o mostri conflitti nella sua logica interna, integrandosi, anzi, perfettamente col nostro mondo contemporaneo tanto che, dopo la lettura, non faticherete a immaginarvi gli dei e le entità di Godbreaker all’azione nel vostro quartiere.  Il che è, forse, la cosa migliore che si può chiedere a un urban fantasy.

Semplificando e riassumendo, nel mondo delineato da Tarenzi le divinità esistono originariamente come entità disincarnate e metafisiche, ingranaggi del complesso meccanismo del creato che svolgono ognuna la propria funzione come, giustappunto, parti meccaniche, senza personalità o emozioni. Queste sono dette le divinità del cielo. Talvolta capita che una divinità si incarni in un essere umano, o più raramente in qualcos’altro, attraverso un processo chiamato apoteosi, che personalmente mi ha ricordato molto la visione della verità in Full Metal Alchemist.

Truth-Gate

La Verità e il suo Cancello. In Godbreaker c’è un personaggio simile, e ugualmente inquietante…

Continua a leggere…

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