Hendioke's Lair

In the deep of the dragon

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Liebster Award 2016 – aggiornamento

Veloce, e inaspettato, aggiornamento sul Liebster Award ricevuto quest’anno 😀

Il Conte Gracula, l’unico cui ho passato la patacca bollente, mi ha rinominato a sua volta proponendo la seguente batteria di domande cui vado a rispondere ^_^

  1. Cosa potrei chiedere? Qual è l’aspetto che preferisci dell’attività da blogger?
    La possibilità di mettere per iscritto (e quindi comprendere meglio) una serie di riflessioni che difficilmente troverebbero spazio altrove, nonché la possibilità di confrontarsi, su queste riflessioni, con altre persone.
  2. Al contrario, qual è l’aspetto del blogging che proprio non ti piace? Ammesso che ci sia qualcosa che non ti piace…
    L’unica cosa che non mi piace è la mia incostanza nel tenere aggiornato il blog ^^’
  3. Qual è la più grande ingiustizia che tu abbia mai subito? Se non vuoi rispondere a questa domanda, qual è, secondo te, la più grande ingiustizia di questo mondo?
    Così su due piedi non saprei dire qual è stata la più grande ingiustizia che ho subito in vita… in generale direi venire abbandonati nel momento del bisogno da qualcuno che aveva promesso che ci sarebbe stato (esperienza che tutti i generali che facevano affidamento su truppe mai giunte sul campo di battaglia conoscono bene…)
  4. Credi in qualcosa la cui esistenza non è dimostrabile? Se ti va, puoi dire anche in che cosa credi. 😉
    La magia e la divinità. Due cose oggettivamente indimostrabili (non esistono, cristalli che galleggiano in aria da soli o calchi d’impronta della divinità, purtroppo o per fortuna) ma che ogni tanto capita di incrociare
  5. Quali sono: il primo libro (o il primo fumetto) che hai letto, il primo film che hai visto e il primo videogioco che hai giocato? Il primo che ricordi, se non il primo in assoluto.
    Il primo libro che ricordo, Puzzi la strega sudiciona (gran bella serie di libri!). Il primo Fumetto, Topolino. Il primo film… non ho idea… una videocassetta con 3 episodi dei Puffi vale? Il primo videogioco di cui ho memoria non ne ricordo il titolo, aveva come protagonista una strega e girava su Commodore 64 (e quel santo di mio padre ogni volta perdeva svariati minuti a caricarmelo!), il primo di cui ricordo il titolo e che ha lasciato in me un segno indelebile è stato Civilization II del buon papà Sid.
  6. Secondo te, i manuali di scrittura creativa hanno un’utilità?
    Dipende quanti ne leggi e con che spirito li leggi. Alla fine i consigli oggettivamente utili credo siano una dozzina che girano ovunque, quel che distingue un manuale dall’altro è come il suo autore ha affrontato la narrativa e sviluppato il proprio stile. Direi che sono più “esempi” che manuali veri e propri e così andrebbero affrontati, se li consideri verità infusa è finita 😀
  7. Ti piace la cioccolata? Domanda tracobetto trabocchetto: serve a verificare se possiedi un’anima! :^)
    Ovvio che sì! Fondente 70% for the win (sopra il 70% diventa troppo farinoso per i miei gusti)
  8. Ti trovi su un’isola deserta per un anno intero e hai solo una di queste cose o persone con te: un prefabbricato ricco di beni di conforto, Chuck Norris o McGyver. Cosa scegli?
    Prefabbricato coi beni di conforto, decisamente.
  9. Scegli: un anno senza musica o un anno senza libri?
    Senza musica
  10. Trovi che sia faticoso, partecipare a questi concorsi-catena per blog?
    Un po’ time-consuming, per dirla in milanese moderno, ma è divertente 😀
  11. Hai la certezza assoluta di aver risposto correttamente e sinceramente alle altre dieci domande?
    Il mio avvocato mi suggerisce di rispondere sì… però adesso si è appena coperto il volto con la mano, non so perché…

Liebster Award 2016

Spezzo il silenzio del blog perché sono stato, poche settimane fa (mi muovo, nell’annunciarlo, col mio consueto ritardo :P) insignito con il Liebster Award 😀

Il Liebster Award appartiene a quella categoria di premi della blogsfera che stanno a metà fra l’onorificenza e la catena di Sant’Antonio. In particolare è un premio dato per l’interesse che un blogger ha verso il lavoro di un altro blogger o per amicizia, in quanto le regole del premio permettono di scoprire qualcosa in più sulla persona che sta dietro post e layout e lo scopo ultimo dell’operazione e alimentare il passaparola, così che gli utenti possano scoprire nuovi blog e blogger di loro potenziale interesse.

Cominciamo

Liebster Award 2016

Ad attribuirmi questo Liebster Award (il secondo nella storia di questo blog) è stata la cara Aislinn, che ringrazio moltissimo (sia perché lo richiede il regolamento, sia perché le sono sinceramente grato :D). Aislinn è una delle autrici di punta dell’urban fantasy in Italia e una delle migliori autrici italiane di fantasy punto. Il suo blog vi permette di tenere traccia del suo lavoro e di seguire le sue riflessioni, sia sulla scrittura che su altro. Essendo lei una persona interessante le riflessioni stesse lo sono quindi ve la raccomando caldamente* ^^

Il secondo punto richiesto dal concorso è di promuovere con massimo 300 parole un blog interessante fra quelli che si seguono, e io voglio promuovere La cupa voliera del Conte Gracula, perché da quando Daniele si è aggiunto al novero dei miei 3 affezionati commentatori ho sperato scrivesse anche lui e, di fatti, ha un blog affascinante, dove, con l’aiuto di uno dei menù più precisi mai visti in un blog, mette a disposizione tanti articoli sui più diversi argomenti (dal cinema ai giochi di ruolo, passando per libri e videogiochi), scritti bene, con competenza e un sottile senso dell’umorismo che personalmente adoro 😀

Il secondo passo è rispondere alle 11 domande predisposte dal blogger che ti ha nominato, quindi vediamo le 11 domande di Aislinn Continua a leggere…

Ritorno ed aggiornamenti

E l’esame scritto è passato! Nel senso che l’ho affrontato, ma non ho ancora l’esito. Quello lo avrò a giugno, per poi, se avrò passato gli scritti, avere l’orale fra settembre e novembre. Perché avere fretta quando ti si può tranquillamente rovinare un anno di vita?

Sono passate anche le vacanze natalizie ed è arrivato l’anno nuovo. Questo blog non mi vede in attività da mesi ormai. Complici esami, scrittura e lavoro mi sono praticamente eclissato. Avevo detto che sarebbe probabilmente accaduto ma mi dispiace lo stesso 😦

Arrivato l’anno nuovo non sono immediatamente tornato perché anche se adesso l’esame preme sulle mie spalle meno di prima comunque non ho recuperato tutto il tempo che avevo precedentemente. Sono tornato al lavoro al tempo pieno e ho anche ripreso a scrivere. Quest’anno voglio cercare di essere fedele al mio intento di scrivere almeno due pagine al giorno nei giorni feriali (dieci pagine la settimana) e questo, inevitabilmente, comporterà che il blog continuerà a essere un po’ sacrificato ma non intendo rinunciarci e quindi si torna in attività 😀

Ho un Voci dalla Tana quasi pronto che posterò questa settimana, una considerazione bella grossa che conto di postare per la prossima e delle recensioni che mi piacerebbe fare. Insomma, non sono morto. Solo, sono come al solito di fretta 😉

Per non rendere questo post un semplice saluto con annessa dichiarazione di intenti ne approfitto per segnalarvi un po’ di pagine web meritevoli.

Software Library: MS-DOS Games

L’internet Archive è un progetto, a mio avviso, fondamentale per la futura memoria dell’umanità. Il suo compito è conservare la memoria di Internet, attraverso principalmente la sua Wayback Machine, ovvero una parte importante della nostra memoria che, per la sua natura parcellizzata, può vedere una informazione rimanere disponibile virtualmente per sempre o spegnersi nell’oblio dall’oggi al domani.

L’Internet Archive si occupa anche di conservare memoria di altre cose fra cui i software che in vario modo hanno contribuito alla nostra cultura e memoria collettiva e fra questi non possono certo mancare i videogiochi 😀

A questa pagina troverete l’archivio di giochi in MS-DOS conservati dall’Internet Archive, tutti giocabili via browser. L’occasione per recuperare alcuni dei classici fondativi di questo medium 😉

pac_man

Ovviamente lui non poteva mancare!

Gli scaffali della New York Public Library

Tramite questo link, invece, potrete accedere a 187.000 (e altre ne arriveranno) opere, fra estratti di libri, stampe ecc., di pubblico dominio che la Public Library di New York, l’ente che gestisce le biblioteche di New York, si è occupata di digitalizzare e rendere disponibile a chiunque desideri curiosare fra i suoi scaffali senza però dover affrontare il viaggio fino alla sede.

Alla fine, è per cose come queste che è nato il Web, ed è sempre per come queste, io credo, che val la pena continuare ad avere fiducia in questa grande, ancora nuova e meravigliosa rivoluzione 😀

A presto! 😉

Boomstick Award! e Missing in Action

Eccomi, dopo una assenza che non intendo contare per non intristirmi, senza neanche un Tappo per farvi passare l’attesa. Mi dispiace enormemente ^^’

Come accennato nell’ultimo post, sono stato preso da cose belle e da cose brutte. Il karma, dopo che mi sono preso due giorni di ferie per fare un weekend lungo a Madrid (ormai a fine febbraio) ha pensato bene di regalarmi le due settimane lavorative peggiori della mia vita fra emergenze, documenti mancanti, mattinate in Tribunale e l’irrattiddio! Solo di recente sono tornato, sotto quell’aspetto, alla normalità.

Sempre a febbraio, e qui arrivano le cose belle, ho iniziato un corso di scrittura. Sono sempre stato titubante, in realtà, nei confronti dei corsi di scrittura. Non perché dagli scrittori e dagli editor (le figure che tradizionalmente li tengono) non si possa imparare ma perché alla fin fine la narrativa letteraria non è una scienza (checché ne pensino alcuni) e l’idea di spendere le centinaia e centinaia di euro per andare ad ascoltare i consigli di scrittori di cui spesso e volentieri non ho mai letto niente non mi ha mai affascinato.

Tuttavia una serie di fortunati eventi mi ha portato a iscrivermi proprio a un corso. In primo luogo è capitato che, recentemente, sia nata la Acheron Books, una piccola casa editrice digitale che ha preso un pensiero comune a molti scrittori e aspiranti tali (“Qui si legge sempre meno, la letteratura di genere fatica abbestia e intanto gli autori anglofoni hanno un bacino d’utenza sterminato”, aggiungere improperi e/o bestemmie a piacere e secondo sensibilità) e ha deciso di farne la base della sua idea commerciale, ovverosia prendere opere inedite e di genere italiane, farle tradurre in inglese e venderle all’estero. Acheron Books Continua a leggere…

un giorno, senza Terry Pratchett

Spezzo il silenzio nonostante non sia ancora pronto il post promessovi per lunedì (sigh*) perché ieri è morto Sir Terry Pratchett. Essendo malato di una rara forma di alzheimer da anni non è una notizia inattesa, ma questo non significa che faccia meno male.

terry-pratchett

Sir Terry in tutta la sua ridanciana gloria

Di Terry Pratchett ho parlato in questo Voci dalla tana, segnalando il suo romanzo per ragazzi Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori. Sempre lì ho speso qualche parola di presentazione dell’opera di questo geniale autore ma, giustamente, rilevando come non fosse tempo e luogo per una disamina generale, direi che adesso potrebbe essere il momento.

Il modo semplice di spiegare Pratchett, di solito, è dire che è stato (è dura usare questo tempo verbale) il Douglas Adams del fantasy, il che è vero ma è anche riduttivo.
Sir Terry scriveva fantasy comico, allo stesso modo in cui Adams scriveva fantascienza comica, e come lui giocava molto coi topoi del genere di riferimenti, facendone una parodia intelligente e inserendoci quel quid di satira della nostra società. Ecco, la prima differenza fra Pratchett e Adams penso possa trovarsi qui. Se cercate in giro, soprattutto nel lato anglofono dell’internet (che in Italia i media di settore non l’hanno mai considerato troppo) troverete maggiori riferimenti al suo essere un autore satirico, più che comico.

Il Mondo Disco, la sua principale ambientazione, dopotutto non è che, sotto molto aspetti, un riflesso distorto del nostro mondo e della nostra società, con anche elementi facili da riconoscere, come la moneta di Ankh-Morpork, la principale città di Mondo Disco, che si chiama dollaro, la presenza, in un romanzo, delle “immagini in movimento” (il cinema), il nome dei circoli druidici, che funzionano come enormi computer, che occhieggia al sistema GNU-Linux.

Tuttavia, la satira di Pratchett non è certo una satira tesa solo a sbertucciare certi aspetti della nostra società. Sempre al servizio di personaggi eccezionali e storie ottime in grado di reggersi da sé, la sua satira è più un mezzo per arrivare a riflessioni più profonde.

Mettiamola così: ci sono tre livelli in ogni romanzo di Pratchett.
Il primo e il livello della storia e dei personaggi. Storie comiche e appassionanti, scritte con uno stile inconfondibile, che prende le meccaniche tipiche del fantasy e le porta all’eccesso o, ancora meglio, alle loro estreme conseguenze. Sono storie che portano, in genere, il lettore a piegarsi dal ridere ogni due per tre, in grado di essere ottima narrativa già da sole.
Il secondo livello è una sorta di rafforzativo del primo, un secondo livello comico che se non viene colto non toglie niente al piacere della lettura ma che se viene colto la rende ancora più divertente. Si tratta, spesso e volentieri, di ammiccamenti culturali alla letteratura, al cinema, alla società, all’informatica, a un sacco di cose. Come quando, in un libro, Terry descrive il terrificante forno della cucina di Morte** in maniera estremamente divertente e finisce questa descrizione aggiungendo il dettaglio che, sullo sportello del forno, era scritto “Piccolo Moloch”. Al che, se uno Moloch non sa chi è ride lo stesso, ma chi lo sa ride doppio (e infatti, io che Pratchett l’ho scoperto da bambino, sono arrivato a capire molte battute solo anni dopo, divertendomi sempre più a ogni rilettura). A questo secondo livello c’è molta della satira di cui parlavamo.
Il terzo livello, infine, è quello della riflessione. Senza che mai il tema del libro prenda il sopravvento sulla trama o sulla narrazione, ogni libro di Pratchett porta con se riflessioni su temi enormi, affidate spesso a una battuta, alla costruzione di una scena, alle circostanze. Senza che il boccone ci venga mai cacciato in gola a forza, leggere i libri di Sir Terry vuol dire, comunque, affrontare temi come il senso dell’identità, della civiltà, della religione, il potere delle storie e dei miti, la natura della morte, i rapporti umani.

Una volta che si scava sotto lo stile brillante e divertente, sotto le storie trascinanti, le invenzioni immaginifiche, i personaggi memorabili, sotto la satira e il giocare con la cultura si apre il cuore immenso dell’opera di un autore che è arrivato a porsi domande immense e a suggerire risposte spiazzanti, come quando, a uno dei suoi personaggi più celebri, Morte, fa dire HUMANS NEED FANTASY TO BE HUMAN. TO BE THE PLACE WHERE THE FALLING ANGEL MEETS THE RISING APE.***

Ed è tutto lì, in libri da 300-400 pagine dove filosofia, storie e giochi di parole si mescolano in una amalgama che si legge con la facilità con cui si ride fino a quando, dopo essersi divertiti come i matti, non ci si rende conto di essere cambiati, di aver dialogato tutto il tempo con Sir Terry della vita, l’universo e tutto quanto.****

Grazie di tutto Maestro, che il tuo viaggio sia breve e la destinazione lieta.

Noli timere messorem.

Dall’opera di Pratchett hanno anche tratto tre videogiochi, tre avventure grafiche secondo me fra le migliori di sempre e direi che non c’è modo migliore, per chiudere questo post col giusto spirito, che mettere il video dell’intro di Discworld II, con una canzone di Eirc Idle che si presta bene per l’occasione.

*E’ appena finito un periodo di lavoro veramente incasinato. Inoltre sto seguendo un fighissimo corso di scrittura che, giustamente, mi sta spingendo a scrivere e questo mi leva tempo per il blog. Ma vi spiegherò meglio poi 😉
**Sì, nell’universo di Pratchett la Morte ha una cucina, una casa…
***…E PARLA SEMPRE COSI’
****Che è il titolo di un libro di Adams ma ci stava troppo bene 🙂

“Stiamo lavorando per voi” parte seconda, Le Pagine Spezzate

Come avrete notato, o forse no, adesso ogni articolo non breve (cioè la quasi totalità) del blog dispone dell’opzione “Continua a leggere”. Quando iniziai a curare questo spazio ero troppo niubbo per pensarci ma mi sono reso conto, col tempo, che la lunghezza media dei miei post rendeva navigare nella home di Hendioke’s Lair una maratona di scrolling.

Adesso dovrebbe essere più semplice recuperare i vecchi articoli senza farsi venire un indice grande quanto il polso a forza di girare la rotellina (ma vi consiglio di non trascurare questa ginnastica 😉 ) e senza dover ricorrere alla tendina dell’archivio che è un metodo, ahimè, molto impreciso e che prometto sostituirò con qualcosa di più pratico appena sarò un po’ meno niubbo nell’uso di WordPress (sì, mi sento ancora niubbo dopo 2 anni di permanenza…)

A presto con una recensione che spero di riuscire a metter su prima del prossimo Voci dalla Tana 😉

Liebster Award!

Il buon Michele Scarparo, dell’ottimo blog di mini-ma-stupendi racconti, consigli di scrittura internazionali e arditi progetti meta-ultra-letterari Scrivere per Caso, mi ha insignito del Liebster Award, che è uno dei tanti premi per blogger che girano come le catene di Sant’Antonio ma che hanno l’indubbio vantaggio di alimentare la buona pratica di segnalare i blog interessanti a noi noti e di divertire chi non ha dispiacere a prestarsi a questi giochi.

Il regolamento, similmente a quello di altri premi, richiederebbe che io assegni il premio a un tot di altri blogger (11) ma avendo già assegnato il The Versatile Blogger Award tempo fa non intendo risegnalare tutti i blog che ritengo meritevoli (non tutti si divertono come me con queste simil catene) ma segnalerò solo le new entries rimandandovi, per gli altri blog che vi consiglio di visitare, a questo post.

Procediamo

liebster-award1

Il prestigioso premio in tutta la gloria del font stile liberty!

Prima di tutto grazie grazie e ancora grazie a Michele Scarparo per aver nominato il mio blog, nel suo post di assegnazione, fra i blog meritevoli di una visita ^^

Adesso aver messo l’immagine del premio e fatti i dovuti ringraziamenti adesso mi tocca raccontare 11 cose di me e temo che sia rimasto poco dopo quelle che ho dovuto dire per il The Versatile Blogger Award (che ne chiedeva sette) ma ci provo Continua a leggere…

Voci dalla tana – II

Eccoci con il secondo appuntamento con le Voci dalla tana! ^^ spero gradirete le opere di cui parlerò oggi e scusate il ritardo di un giorno (sono quasi commosso che sia solo un giorno) 🙂

Un libro – Macchine Mortali

Di recente lo trovate in giro con l’orrido titolo Hungry City, derivato dal nome con cui la serie da cui è tratto è nota in america (Hungry City Chronicles) e usato anche in italiano per inserirsi nella scia di Hunger Games, ma Macchine Mortali è il titolo con cui lo conobbi ormai anni e anni fa ed è più aderente al titolo originale dell’opera prima di Philip Reeve: Mortal Engines.

Nel lontano futuro l’umanità, raggiunto uno straordinario livello tecnologico, arriverà vicina all’estinguersi dando fondo alle sue armi e bombe più terribili nella Guerra dei 60 Minuti, a seguito della quale verrà una lunga era di costanti sconvolgimenti ambientali e geologici che costringeranno quel che resta dell’umanità a muoversi costantemente. Millenni di società urbane, però, non sono semplici da abbandonare, ecco quindi che un giorno il capo di una di queste tribù di sbandati, e scienziato, avrà una idea geniale: rendere le città semoventi montandole su gigantesche piattaforme cingolate!

Macchine Mortali comincia molto dopo questa lunga era di cataclismi. La Terra è adesso tranquilla, anche se ridotta per lo più a una distesa di lande desolate e inospitali, ma non tutte le città hanno smesso di muoversi, anzi. Continua a leggere…

Voci dalla tana – I

Dopo essermi lambiccato il cervello per trovare un titolo figo per questa rubrica ho gettato la spugna e optato per qualcosa di banale ma pertinente col nome del blog -.-
Quel che conta, comunque, è il contenuto quindi lanciamoci!

Questa rubrica a cadenza bisettimanale, ispirata alle Sinestesie di Andrea Atzori (come spiegavo nel secondo post sull’Ellenismo), si propone di scongiurare l’effetto “palle rotolanti d’erba secca” che affligge presto questo blog fra un post corposo e l’altro. Ogni due settimane parlerò brevemente di un libro, un film e un videogioco che ritengo importanti o anche solo interessanti o che mi hanno colpito per un qualche aspetto. Non è escluso che ogni tanto possa variare, segnalare due film e nessun libro, segnalare anche una canzone o altro.

Cominciamo.

Un libro – Jonathan Strange & il Signor Norrell

Opera prima di Susanna Clarke, Jonathan Strange & il Signor Norrell è la miglior risposta a tutti coloro che pensano che sia impossibile scrivere un bel libro di genere usando il tell, un narratore che non sia un personaggio e senza un uso rigido del POV. Una risposta che suona come “Fandonie” (io userei un termine più forte ma non sarebbe in linea con lo spirito del libro). Jonathan Strange & il Signor Norrell presenta un abbondante uso di tell da parte del narratore, un POV che segue i personaggi da una certa distanza senza mai esserne schiavo e (“oVVoVe!”) note a pie di pagina piene di digressioni sull’ambientazione! Nonostante questo è uno dei romanzi fantasy più belli degli ultimi 15 anni. Lo stile della Clarke, che richiama spesso quello del romanzo inglese del XIX secolo, riesce a catturare e avvincere, mostrando in modo vivido quel che accade senza necessità di filtrare tutti attraverso gli occhi di questo o quel personaggio ma consentendo al lettore di sentirsi vicino a un tempo a tutti i personaggi mentre ne segue le peripezie nel mondo magistralmente costruito dall’autrice. Continua a leggere…

La storia del cesso

Mentre il primo post del nuovo appuntamento bisettimanale (sperem!) di segnalazioni, consigli e whatever aspetta di essere completato vorrei condividere con voi una scoperta. Stavo girando sul blog di Alessandro Girola quando incappo in questo post che a sua volta prende spunto da questo post di Germano Greco che parla della storia del cesso. Cos’è? Andate a leggervi il pezzo, che merita più di qualsiasi sunto potrei scrivere, e poi tornate qui.

Fatto? Bene.

Dunque l’argomento dell’odierno post, l’avrete capito, è perché si scrive e ancor meglio perché ci si racconta e si raccontano fregnacce sul perché si scrive. Ma sarà davvero così? Anche se al 97% almeno delle persone che scrivono e hanno una storia del cesso a riguardo non sarà capitata un’epifania manco per sbaglio siamo certi che qualcuno non abbia cominciato a dilettarsi con le parole dopo una improvvisa vocazione?

Personalmente credo che sia riduttivo guardare alla scrittura come all’Arte della Musa di Fuoco alla quale i seguaci, noi Scrittori (e qui ci piazzo la S per l’enfasi anche se al momento sono un aspirante scribacchino), si piegano, impossibilitati a resistere al richiamo dei nostri Demoni Interiori che ci obbligano a cercare le Trascendenza verso le più alte vette dello Spirito. Però credo anche che sia ugualmente riduttivo dire che scriviamo solo perché ci diverte e speriamo di portarci a casa il pane. Forse la celebre via di mezzo, al solito, è la via giusta e la Scrittura è qualcosa che diletta le nostre menti e al tempo stesso un mezzo per giungere a qualcosa di più. In ogni caso non intendo sviscerare questo argomento a livello generale ma solo riportare la mia esperienza del perché scrivo, la mia non storia del cesso diciamo (anche se credo me ne inventerò una in futuro, giusto per ridere). Continua a leggere…

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