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Archivio per il tag “Classico”

Voci dalla tana – XIII

Bentornati a un nuovo Voci dalla tana. Mi son reso conto che, più spesso che non, finisco con il segnalare opere parecchio risalenti nel tempo, segno tangibile di come consumassi molti più videogiochi, film e libri un tempo rispetto ad adesso… sigh…

Con questo Voci dalla tana, quindi, voglio provare a concentrarmi su cose più recenti, per i miei standard, spero vi piaccia 🙂

Un libro – Angelize (e Angelize II)

Ok, sono due libri in verità, ma si tratta di una duologia così coesa che preferisco considerarli un’opera unica.
Trattasi di un urban fantasy opera della clarissima Aislinn, autrice fantasy nostrana. Ammetto che ho letto il primo Angelize solo quando le circostanze hanno creato l’occasione, perché il titolo da una parola, in inglese, che suona come uno strano aggettivo e la trama con angeli dentro mi avevano inizialmente tenuto a diffidente distanza. Dopo aver divorato il primo ho subito recuperato e divorato anche il secondo, diventando un fan dell’autrice 😀

Angelize

Non la più invitante delle copertine, converrete

Dio è morto, e se non è morto, beh… è comunque da un bel pezzo che non si fa vivo e i suoi angeli, i suoi soldati e fedeli servitori, sono ora inchiodati a una esistenza eterna da ultimi giapponesi sull’isoletta, quando la guerra è finita. Destinati a ricordare in eterno il loro Signore mentre vagano incorporei e insensibili nella dimensione spirituale del mondo.
Due palle, vero?

Alcuni angeli, stufi della situazione, decidono di trovare una scappatoia incarnandosi in esseri umani, così da poter condurre una vita mortale. Peccato che questo comporti uno scambio fra loro e l’anima degli umani “prescelti”.
Ecco, quindi, che alcune decine di esseri umani si ritrovano a ricoprire lo scomodo ruolo di angeli involontari, sperduti in una dimensione che non capiscono e maltrattati dagli angeli puri, che li vedono come una aberrazione. Continua a leggere…

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Il Pianeta del Tesoro, Recensione

Titolo: Il Pianeta del TesoroTreasure_Planet_poster

Produttore: Disney

Distributore: Disney

Registi: Jon Clemens e John Musker

Anno: 2002

Genere: Classico Disney

Durata: 95′

Visto che la recensione che avevo in programma si sta rivelando lunghissima (e in effetti è un videogioco enorme e ne sto facendo una sorta di recensione/guida), dovrò prendermi altro tempo (che purtroppo scarseggia sempre). Ma per non lasciarvi una settimana a bocca asciutta vorrei recensire per voi un Classico della Disney che compone, assieme ad Atlantis, quello che io chiamo “il dittico della sottovalutata sci-fi Disney”: Treasure Planet, o il Pianeta del Tesoro. Cartone, a mio avviso, affascinante sotto diversi aspetti.

Ambientazione e trama

Il Pianeta del Tesoro, come molti altri Classici Disney, è la trasposizione animata di un romanzo noto. In questo caso L’Isola del Tesoro di R.L. Stevenson, cui la Disney si ispira per una storia che proietta le vicende di pirateria, coraggio e formazione personale dell’opera originale in un contesto completamente alieno rispetto all’Oceano Atlantico del XVIII secolo, un futuro fantascientifico di navigazioni spaziali che è il primo punto forte de Il Pianeta del Tesoro.

treasure-planet-23

Se questa immagina non vi fa, non dico sbavare, ma almeno esclamare un “wow” consideratevi delle brutte persone

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The World Ends With You, recensione

Titolo: The World Ends With YouThe_World_Ends_With_You

Sviluppatore: Square Enix / Jupiter

Publisher: Square Enix

Genere: JRPG

Anno: 2007

Piattaforma: Nintendo DS

 

Nel 2007 teneva banco, ormai da qualche anno, nei siti e nella stampa specializzata, la questione della morte del JRPG. Per i quattro là fuori che non lo sapessero JRPG è la sigla che indica il gioco di ruolo giapponese, sottogenere del videogioco di ruolo che si differenzia da quello occidentale per una serie di elementi riassumibili come segue:

Preminenza della storia. Non che nei RPG occidentali la storia non sia centrale ma nei JRPG è fondamentale e tutta l’esperienza di gioco, spesso e volentieri, è costruita pensando unicamente a guidare il giocatore lungo la trama.

Personaggi pre impostati. Conseguenza del punto precedente è che nei JRPG è estremamente rara la possibilità di determinare aspetto e caratteristiche del protagonista e personaggio interpretato dal giocatore. Nel JRPG tipico si gioca usando personaggi già impostati e perfettamente integrati con la trama, che spesso ruota attorno al loro vissuto, passando a volte da un personaggio all’altro. Manca, quindi, un alter ego del giocatore che è invece uno degli elementi irrinunciabili dei RPG occidentali (con poche eccezioni, tipo The Witcher dove, giustappunto, il passato di Geralt gioca un ruolo fondamentale nella trama).

Combattimento a turni. Nei JRPG tipici i combattimenti sono a turni e non in tempo reale, con, quasi sempre, un’arena separata dal mondo di gioco dove, all’inizio dello scontro, i personaggi vengono sistemati su un alto del campo e i nemici sull’altro e i membri dei due schieramenti agiscono secondo un ordine di iniziativa. Si tratta di un modello molto poco usato nei RPG occidentali che di solito prevedono combattimenti in tempo reale, combattuti nel mondo di gioco e con giusto la possibilità di mettere in pausa l’azione per impartire ordini (poi vi sono RPG come la serie The Elder Srolls dove non solo i combattimenti sono in tempo reale ma pure in prima persona).

Casualità degli scontri. Nei RPG occidentali solitamente il numero di nemici, il loro tipo e la loro posizione sono pre determinati per cui se attraversi un bosco infestato dai lupi troverai, mettiamo, 10 lupi che una volta uccisi non compariranno più oppure torneranno in vita nel momento in cui cambi zona ma se decidessi di tornare saranno sempre e solo quei 10 lupi. Nei JRPG invece quasi sempre gli scontri hanno una componente casuale per cui attraversando un bosco ti ritroverai ogni tot passi catapultato in battaglia contro un pack di mob determinato casualmente nel numero e nella composizione, pescando fra una selezione di avversari che i programmatori hanno deciso possono apparire nelle foreste, e se decidessi di rimanere 3 ore in quella foresta, bhe, per tre ore combatterai mob sterminando un numero di esemplari paragonabile alla fauna dell’Abruzzo.

Grind. Conseguenza dei due punti precedenti è che nei JRPG i combattimenti solitamente non servono tanto a ostacolare i personaggi lungo il loro cammino ma a farli alzare di livello e se nei RPG occidentali sono solo una delle fonti dell’exp raccolta dal protagonista e dagli eventuali altri personaggi durante il gioco nei JRPG diventano la fonte principale, se non l’unica. La conseguenza è che nei JRPG ci si trova spesso a vagare senza meta per la mappa di gioco a combattere centinaia di mob per guadagnare abbastanza livelli per affrontare la successiva fase di gioco (attività in gergo definita grind o livellaggio). In un RPG occidentale se ci fermassimo 2 ore nel bosco davanti alla città dove dobbiamo dirigerci a uccidere un centinaio di lupi per raccogliere exp ci sentiremmo molto stupidi, nei JRPG è parte spesso fondamentale dell’esperienza di gioco.

Per darvi qualche riferimento i Final Fantasy classici (pre Final Fantasy XII per intenderci*) sono tipici esempi di JRPG.

Nel 2007, come dicevo, si stava discutendo da un po’ della possibilità che questo tipo di RPG fosse morto. La diffusione che nella decade precedente i JRPG avevano avuto fuori dal natio Giappone ne aveva aumentato enormemente la fama ma avevano anche accelerato la messa in luce dei difetti di un modello che non sembrava intenzionato affatto ad evolversi e a rivedere i suoi punti cardine, con la conseguenza che mentre i RPG occidentali evolvevano quelli giapponesi parevano sempre più inchiodati a un palo e condannati all’eterna reiterazione del “more of the same”.

Quando un genere, e questo vale un po’ in tutti i campi, viene dato per morto quel che accade di solito è che il genere reagisca dando alla luce due opere opposte e complementari: una che riprende tutti gli aspetti criticati del genere e li esalta e un’altra che li prende e li reinventa.

Questo accadde, preciso e inevitabile come le tasse, anche al genere JRPG che nel 2007 rispose alle critiche sfornando due titoli che non sarebbero potuti essere così agli antipodi neanche se i rispettivi creatori l’avessero deciso a tavolino: Lost Odyssey (per XBox 360) e The World Ends With You (per Nintendo DS). Continua a leggere…

Frozen, recensione

Titolo: FrozenFrozen-movie-poster

Produttore: Disney

Distributore: Disney

Anno: 2013

Genere: Classico Disney

Durata: 100′

 

 

Disclaimer! Avevo detto che presto sarebbe arrivata la seconda parte sull’Ellenismo come buona ambientazione fantasy e invece dopo quasi due mesi vi metto una recensione, che è accaduto? Semplice, che volevo inframmezzare i post sull’ellenismo con qualcos’altro e ho pensato a una veloce (ah ah) recensione di Frozen. Dopo due settimane che la stavo scrivendo, durante le pause di lavoro, mi sono accorto che in realtà era passato un mese.

Non mi abituerò mai a come il lavoro si mangi via il tempo…comunque alla fine mi sono incaponito per finire e non sprecare il lavoro fatto. Passata Pasqua mi metterò al lavoro sul secondo post sull’Ellenismo che dovrebbe essere più rapido, spero 😉

Frozen è stato messo a confronto, in andata e ritorno (a partire dai suoi stessi autori) con Rapunzel, per chi fosse vissuto sulla Luna negli ultimi anni il 50° classico Disney nonché la definitiva consacrazione, dopo La Principessa e il Ranocchio, di un Nuovo Rinascimento Disney che speriamo duri il più a lungo possibile.

Ergo, questa recensione metterà a confronto le due opere. Non è una operazione, quella dei confronti, che amo fare visto che ritengo ogni opera debba essere considerata a sé ma visto che qui sono i creatori stessi ad operarla, anche smaccatamente, e sia!

La rece sarà in due parti: una prima di recensione pura, no spoiler, che avrà come scopo spiegarvi perché, a mio avviso, il film meriti di essere visto; una seconda di analisi del film più incentrata sui personaggi e sul senso del film e, inevitabilmente, con spoiler.

Pronti? Via. Continua a leggere…

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