Hendioke's Lair

In the deep of the dragon

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Cronache di un dio dilettante – In principio

Rieccoci 🙂

Purtroppo gli articoli in programma sono tutti arenati al momento. La Considerazione con la C maiuscola attende ancora una chiusa che non la faccia sembrare una chiacchiera senza capo né coda (nel senso… peggio di quanto non siano già i miei post 😛 ) e il prossimo Voci dalla tana deve ancora riempito dei suoi contenuti dopo aver individuato le opere da trattare.

Nel mentre il lavoro, il lento avvio degli studi per l’orale dell’Esame di Stato (sperando a questo giro di aver passato lo scritto) e il portare avanti la scrittura mi han messo in quella simpatica situazione in cui tutto procede e niente sembra arrivare a conclusione.

Eppure, non pago di essere già pieno fino agli occhi, ho deciso di portare avanti un altro progetto ancora. Ve ne parlo adesso ma in realtà è in cantiere dall’estate scorsa, solo che ora è abbastanza avviato da poter dire che c’è, che non è semplicemente una vaga fantasia nella mia mente.

Dovete sapere mi è saltato il ticchio di creare un GDR cartaceo. A che pro? Non sono un game designer, non so una sega di GDR tradizionali, se non quel poco che ho letto su alcuni manuali e che ho assorbito in una breve campagna di D&D 3.5 dove posso dire senza tema di smentita ch’ero il più nabbo del gruppo (e continuo ad esserlo!). Perché dovrei impelagarmi in questa impresa palesemente destinata al fallimento? Il post di oggi serve proprio a spiegare brevemente perché può tornare utile a uno scrittore tentare l’impresa.

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Suppongo funzioni così, magari con meno raggi dalle dita, ecco… dalla regia mi han segnalato che quelli non sono raggi ma un compasso dorato. Ecco, purtroppo non possiedo niente del genere u.u

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Voci dalla tana – VI

Eccoci col sesto appuntamento di segnalazioni dalla tana! 😀 spero gradirete le segnalazioni di oggi 😉

Un libro – Ivanhoe

Ivanhoe, di Sir Walter Scott, viene spesso accreditato come il primo romanzo storico moderno e nonostante Scott non fosse uno storico e il romanzo stesso incorra in svariati errori storici è innegabile la cura che Scott ci ha messo nel tentate di delineare un’Inghilterra del 1194 la più realistica possibile con ricadute nello stile che vedremo a breve.

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La trama di Ivanhoe, per chi non la conoscesse, è incentrata sulle vicende di un variegato cast di personaggi (è un romanzo che pur avendo un’unità di trama risulta molto corale) uniti fra loro da Ivanhoe che più che protagonista indiscusso agisce da collante e catalizzatore dell’azione. La storia comincia alla corte di Cedric, signore sassone e uno dei massimi esponenti della causa dei Sassoni per tornare al potere in Inghilterra. Nonostante il suo odio (quasi caricaturale) per i Normanni, si ritrova a dover ospitare un priore normanno, Aymer, e un cavaliere templare normanno, Brian de Bois-Guilbert (di ritorno dalla Terza Crociata con un duo di servitori orientali) diretti al torneo di Ashby, assieme a un viandante ebreo e a un pellegrino, l’unico che accetterà di avere l’ebreo seduto a fianco, che nasconde la propria identità dietro a un cappuccio. Alla cena partecipa anche Lady Rowena, pupilla di Cedric. Continua a leggere…

Voci dalla tana – IV

Eccoci al quarto appuntamento con le segnalazioni dalla tana 🙂 mi scuso per il ritardo, dovuto a una settimana molto piena, e spero troverete interessanti le opere di oggi 😉

Un libro – Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori

Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori (di seguito, per semplicità, Maurice) è il primo libro specificamente indicato come per ragazzi (il che, vista la qualità e le tematiche del libro, dovrebbe farci riflettere), di Sir Terry Pratchett, uno degli autori più geniali d’Inghilterra, considerato una istituzione in madrepatria e poco o niente in Italia, purtroppo.
Pratchett è, per il fantasy, quello che Douglas Adams è stato per la fantascienza. Ha inventato un genere, il fantasy comico, e ha scritto carrettate di libri che fanno piegare dal ridere ma, al tempo stesso, fanno riflettere trattando sempre temi molto profondi e in maniera mai banale. Non intendo adesso lanciarmi in una disamina generale sull’opera di Sir Terry, vi basti sapere che la maggior parte dei suoi romanzi condividono la stessa ambientazione: il Mondo Disco. Un mondo che può esistere solo in un angolo del Multiverso dove la realtà è molto flebile e che è formato da un mondo piatto del diametro di 10.000 miglia, poggiato sul dorso di quattro elefanti che stanno in piedi sopra il guscio della colossale tartaruga A’Tuin, la quale nuota incessantemente nel vuoto cosmico.

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Il Mondo Disco in tutta la sua bizzarra gloria

Il Mondo Disco è un mondo dove la magia è presente ovunque e possono capitare quotidianamente le cose più bizzarre, come dei roditori che, a forza di mangiare la spazzatura di una università di maghi, sviluppano un’intelligenza umana e la capacità di parlare, così come il gatto che si nutriva di loro.

Questo fatto bizzarro, che è la premessa del libro, viene richiamato nel corso dello stesso e non ne costituisce l’apertura che vede, invece, Maurice (questo il nome che si è voluto dare il gatto) e i topi (ognuno con un proprio nome, una propria personalità e un ruolo all’interno del piccolo gruppo) girare ormai da tempo di villaggio in villaggio, in compagnia di un pifferaio adolescente di nome Keith, allo scopo di arricchirsi con una truffa ben collaudata. Continua a leggere…

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