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Mini considerazione – della Magia

Visto che la grande considerazione va a rilento oggi voglio toccare brevemente un aspetto della letteratura fantasy di cui prima o poi si finisce tutti col parlare. La magia.

La magia è uno degli elementi più caratteristici del genere, il principio principe forse, la massima espressione della dimensione soprannaturale che è, poi, l’unica cosa che davvero distingue il fantasy da qualsiasi altra regione della letteratura.

La magia è anche, però, un elemento scivoloso. Un composto difficile da maneggiare senza che ci esploda in faccia. Una magia troppo potente, inserita in un romanzo, rischia di appiattire il grado di sfida per i protagonisti o di rendere il romanzo tutto troppo fracassone agli occhi del lettore. Una magia le cui regole cambiano ogni poche pagine o comunque risultano incoerenti rischia di essere un colpo di maglio in faccia alla sospensione dell’incredulità del lettore. Una magia assente o quasi, che non incide o incide pochissimo suona, d’altra parte, come una resa agli occhi del lettore che si chiede se stia leggendo un fantasy o un romanzo pseudo storico*.

Adesso, questo articolo non vuole essere, non del tutto, un articolo del tipo “consigli per usare bene la magia in un romanzo fantasy”. Di articoli così ve ne sono a bizzeffe nell’Internet e comunque il loro contenuto è riassumibile nei seguenti punti:

  • Il sistema magico di una ambientazione fantasy deve avere regole precise. Non è necessario che il lettore le conosca (possiamo decidere di spiegargliene una parte o non spiegargliele affatto) ma noi dobbiamo conoscerle nel dettaglio e applicarle rigidamente.
  • Il sistema magico deve essere coerente. Corollario del punto precedente. Se i vostri maghi non possono far niente da soli ma devono evocare dei demoni perché facciano tutto al posto loro non possono a un tratto uscirsene con la possibilità di lanciare fuoco dalle mani.
  • La magia deve avere sempre un prezzo. Usare la magia deve comportare un contrappasso: che sia la stanchezza fisica, la pazzia, o semplicemente il dover digiunare durante due giorni di meditazione comunque deve esserci un costo che il mago deve pagare per usare la magia, così che esista un limite all’impiego che può fare di questa.
All magic

Tell them, Rumpelstiltskin

Questi tre punti sono norme di buon senso, che ritengo utile tutti conoscano. Ma ammetto che non mi convincono appieno. Non tanto per il loro contenuto in sé, quanto per l’idea della magia che vi sta dietro. Continua a leggere…

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Voci dalla tana – XII

Eccoci con il dodicesimo appuntamento con le Voci dalla tana, che se penso a quando sarebbe dovuto apparire se questa rubrica avesse mantenuto una parvenza di regolarità… vabbé non pensiamoci! Spero vi piaceranno le opere di cui parlerò oggi 😀

Un fumetto – 100% fragola

100% Fragola (dal quale han tratto un anime), della brava Mizuki Kawashita, è una commedia romantica leggera e divertente da seguire che ha, secondo me, il suo punto di forza nell’esser stato scritto e disegnato da una autrice.

La premessa è abbastanza scema ma serve allo scopo. Lo studente all’ultimo anno delle medie Junpei Manaka è un ragazzo dalla vita assolutamente normale, con una personalità senza infamia e senza lode e un unico pallino: i film.

Manaka è un appassionato di film col sogno segreto di diventare regista e la storia lo vede dirigersi sul tetto dell’istituto per provare la sua nuova videocamera. All’improvviso, dalla tettoia dell’accesso al tetto, cade una ragazza, che dal punto di vista di Junpei appare come caduta dal cielo. Una ragazza bellissima, che sparisce subito nell’imbarazzo del nostro eroe, il quale non fa a tempo a memorizzarne le fattezze e resta con un unico indizio stampato nella memoria: la misteriosa ragazza indossa delle mutandine con una stampa a fragole (da cui il titolo).

Ossessionato dal pensiero della misteriosa ragazza con le mutandine a fragole, Junpei torna sul luogo del misfatto trovando il quaderno di una sua compagna di classe, Aya Tojo, che tuttavia non può essere, scialba e dimessa com’è, la bellissima ragazza misteriosa. Tuttavia, Junpei, riconsegnandole il quaderno scopre che Tojo è una aspirante scrittrice piena di talento e, trovato un comune interesse (l’aspirazione a una carriera artistica), inizia con lei una relazione amichevole.

Aya Tojo occhiali

Non può essere lei la bellezza dalle mutande a fragole no? Insomma, ha gli occhiali!

Continua a leggere…

Voci dalla tana – XI

Eccoci con l’undicesimo appuntamento con la nostro rubrica aperiodica di segnalazioni di opere 🙂 Spero vi piacciano quelle che segnalerò oggi 😀

Un fumetto – PKNA Paperinik New Adventures

Visto il suo ritorno nelle edicole in una nuove edizione in formato maxi e visto, soprattutto, il comparire di nuove storie di questa continuity su Topolino (sia lode agli dei!) direi che non è fuori luogo accennare al fumetto capostipite di quella che è stata una vera e propria rivoluzione nella casa italiana del Topo.
Siamo nel 1996, Cavaglione è da un paio d’anni responsabile dei prodotti editoriali della The Walt Disney Company Italia, il che vuol dire che sulle sue spalle gravano la responsabilità di riviste storiche come Topolino, Zio Paperone e altre. Ma Cavaglione non vuole accontentarsi di amministrare l’esistente, per il settore fumettistico della Disney Italia vuole un colpo d’ala, una innovazione che possa portare degnamente i fumetti disney e i loro personaggi verso il nuovo millennio. Così, assieme a Ezio Sisto, il suo responsabile artistico, decide di tentare qualcosa di nuovo e inedito: portare personaggi iconici della Disney in un nuovo formato, con tutto quello che comporta. Più esattamente il formato dei comics americani. spider-man1 Un’operazione del genere non può certo esaurirsi nel semplice cambio fisico del formato. Si tratta di rivoluzionare linguaggio e contenuti rispetto al tipico fumetto Disney, e avendo in mente i fumetti di supereroi (i comics per eccellenza) la scelta del primo personaggio con cui tentare il salto non poté che ricadere su Paperinik. Creato dall’italiana Elisa Penna sul finire degli anni ’60, Paperinik era in origine un vendicatore mascherato. Un personaggio oscuro per i canoni disneyani e chiaramente ispirato a diverse figure di criminali gentiluomini, a partire da Diabolik, che gli presta, storpiato, il nome. Continua a leggere…

Mini considerazione – Dell’Urban e del Classic Fantasy

Più di un mese che non aggiorno il blog. Mi spiace ^^’

Il Voci dalla tana in programma giace incompiuto con già un ammontare ragguardevole di parole (perché su questo blog i post brevi ci puzzano u.u) e non sarà pronto ancora per un po’, temo.
Così le scelte erano due, o propinarvi un altro tappo, ma mi dispiaceva (e non è neanche niente di interessante da segnalare al momento) oppure scrivere qualcosa di più unitario, e quindi scorrevole, di un Voci dalla tana.
Quindi eccoci qui 🙂 La mini considerazione di oggi riguarda le differenze fra l’Urban Fantasy e il Classic Fantasy, e poiché anche le cose semplici non mi piacciono particolarmente partiamo subito col dire che c’è un problema preliminare che va affrontato.

Del Classic Fantasy

Che cos’è esattamente il Classic Fantasy, o fantasy classico comunemente detto? Anche se immagino tutti voi avrete, a leggere questa definizione, subito pensato a un’opera precisa (e per la metà almeno di voi sarà stata il Signore degli Anelli*) se ci vorrete pensare bene noterete che non è affatto semplice darsi una definizione di cosa il fantasy classico esattamente sia. Continua a leggere…

The Time Has Come. Final Fantasy VII Remake

Buonasera a tutti! Scusate l’ennesima scomparsa. Purtroppo ci saranno amare novità sul blog, nel senso che a causa del fallimento agli scritti per l’Esame di Stato quasi certamente metterò il blog on hiatus. Per chi non sa vuol dire che salterà ogni pretesa di aggiornamento semiperiodico e aggiungerò materiale solo se e quando mi sarà possibile… e temo starà on hiatus a lungo 😦

Ma di questo parlerò meglio nel prossimo Voci dalla tana che conto di mettere su a breve, adesso sono qui per condividere con voi una notizia di gaudio e gioia! 😀 Continua a leggere…

Mini considerazione – Le donne guerriere

Quello delle donne guerriere è un argomento che ogni tanto balza fuori nella blogsfera letteraria italiana, la piccola parte relativa al fantasy che conosco io quanto meno :P, per il suo essere un tema, dal punto di vista autoriale fantasy, al tempo stesso affascinante e delicato.

Affascinante perché la donna guerriera usata come personaggio per un romanzo può prestarsi a molti scopi. Se ne può sfruttare la sensualità per attirare il pubblico maschile, la possibilità di immedesimazione per attirare quello femminile e il suo essere, comunque e ancora oggi (seppur molto meno rispetto a 50 anni fa), un personaggio di rottura rispetto alla nostra società per attirare pubblico d’ambo i sessi.
Si può utilizzare una protagonista femminile e combattente per dare un taglio diverso alla storia, anche solo in virtù del diverso punto di vista che può avere rispetto alla sua controparte maschile, mentre un personaggio femminile e combattente non protagonista permette di affiancare al protagonista maschile un contraltare diverso dal solito, ed eventualmente un love interest che non stia a mille leghe di distanza ma che sia lì a sporcarsi le mani assieme a lui.

Delicato perché se non si è in grado di utilizzarlo attentamente (e penso soprattutto a noi scrittori maschi) il rischio di sbracare e cadere nel becero è alto. Si rischia di farne una macchietta erotica (significativo l’excursus sul bikini di bronzo delineato dal sempre ottimo e puntuale Davide Mana) oppure un maschio con le tette. Continua a leggere…

Voci dalla tana – X

Dopo questa immensa pausa eccoci tornare, si spera, alla normale e semi-randomica attività di questo blog con un nuovo Voci dalla tana. Spero gradirete le opere di cui parlerò oggi 🙂

Un libro – Godbreaker

Ormai tempo fa su facebook si discuteva di come sarebbe un po’ più semplice per gli autori campare se tutti i lettori segnalassero in giro, anche brevemente, le opere che hanno apprezzato, favorendone la diffusione. Così oggi lascio un attimo da parte libri risalenti e/o stranieri per segnalarvi quest’opera che ho apprezzato, e prima sua che ho letto, di Luca Tarenzi. Fra l’altro io stesso ne venni a sapere da una recensione del sempre bravo Sociopatico, a dimostrazione che il principio della diffusione o passa parola funziona.

Godbreaker è un urban fantasy che parte da una premessa ormai classica del genere, ovverosia che le divinità, tutte le divinità, esistono o sono esistite per davvero (con tutto il contorno di creature mitologiche, spettri, demoni e compagnia cantante) e che ancora oggi camminano fra noi, costrette per lo più a una vita clandestina in un mondo che ha smesso di adorarle da tempo e non le capirebbe. Quello che rende interessante Godbreaker è come questa premessa viene svolta dall’autore fino ad ottenere un’ambientazione più che solida.
Tarenzi è laureato in storia delle religioni e leggendo il suo libro si vede, non perché imbastisca lezioni (per fortuna lui non è Eco e questo non è il Nome della Rosa 😛 ), ma per via della profondità, verosimiglianza e coerenza interna raggiunta dal mondo che costruisce. Tarenzi riesce a metterci insieme elementi da mitologie di mezzo mondo senza che mai l’ambientazione perda di credibilità o mostri conflitti nella sua logica interna, integrandosi, anzi, perfettamente col nostro mondo contemporaneo tanto che, dopo la lettura, non faticherete a immaginarvi gli dei e le entità di Godbreaker all’azione nel vostro quartiere.  Il che è, forse, la cosa migliore che si può chiedere a un urban fantasy.

Semplificando e riassumendo, nel mondo delineato da Tarenzi le divinità esistono originariamente come entità disincarnate e metafisiche, ingranaggi del complesso meccanismo del creato che svolgono ognuna la propria funzione come, giustappunto, parti meccaniche, senza personalità o emozioni. Queste sono dette le divinità del cielo. Talvolta capita che una divinità si incarni in un essere umano, o più raramente in qualcos’altro, attraverso un processo chiamato apoteosi, che personalmente mi ha ricordato molto la visione della verità in Full Metal Alchemist.

Truth-Gate

La Verità e il suo Cancello. In Godbreaker c’è un personaggio simile, e ugualmente inquietante…

Continua a leggere…

Il secondo tappo

Dopo un lungo periodo senza nuove (mi spiace, poi nel prossimo post, che avrò più tempo, vedrò di spiegarvi e vi racconterò anche le novità ^^’) sono purtroppo costretto a ricorrere a un secondo tappo, mentre il Voci dalla tana che volevo postare oggi slitta a domenica o lunedì (è stata una settimana pesante u.u).

Con questo tappo vi segnalo una rubrica/disamina del genere fantasy in tredici puntate di Andrea Atzori, quello le cui sinestesie, come già ebbi modo di dire, mi hanno ispirato la rubrica Voci dalla tana e del quale ho scoperto l’esistenza proprio grazie a questa rubrica 😀

La rubrica, andata on line sul sito Sul Romanzo nel corso del 2013, si intitola nella Pancia del Drago e potete trovare qui la puntata zero mentre le puntate successive tramite sono raggiungibili grazie al link posto in fondo a ogni puntata.

atzori_rubrica_fantasy

La copertina della rubrica (ma va?)

 

Quello che, secondo me, ha di interessante questa rubrica/disamina è che, attraverso 13 puntate che affrontano ognuno un diverso aspetto del genere fantastico, riesce, pur con la ristrettezza imposta dalle circostanze (13 post di media lunghezza per affrontare il tema del fantasy sono un niente!) a sviluppare delle riflessioni interessanti e profonde, che senza avere la pretesa di offrire un quadro di insieme al lettore possono aiutarlo a farsene uno, senza rinunciare a uno stile leggero e scorrevole. Insomma, una lettura anche veloce vi consiglio di dargliela, magari troverete molte cose che già sapete o avete pensato ma in caso contrario potrebbe esservi utile, e resta comunque una lettura piacevole 🙂

Al più presto possibile, spero, con il prossimo Voci dalla tana!

Il primo tappo

Ok, oggi non riesco a metter su il Voci dalla tana di questa settimana, mea culpa mea maxima culpa *si percuote con uno scudiscio* purtroppo non ho fatto a tempo a finirlo e non avrò tempo fino a domenica sera per metterci mano, ergo se ne riparla domenica sera ^^’

Per non lasciarvi però, ancora una volta, ad attendere senza neanche una segnalazione picciola (ma non avendo certo il tempo si scrivere niente di corposo che se no avrei finito il Voci dalla tana), inauguro sul momento questa nuova rubrica: “Il tappo”!

Nella tradizione goliardica, che poi è la tradizione universitaria risalente, quando si fallisce un esame si dice che lo si ha bucato e il rimedio al buco è aggiungere un tappo (di vino, of course), al cordone del proprio berretto universitario. Ho pensato che, assolvendo questa rubrichetta allo stesso principio (tappare i buchi causati dal mio ritardo) potesse essere un ottimo nome 😀

Come primo tappo, godetevi questa interessante (e a mio avviso divertente :D) chiacchierata a tre sulla narrativa di genere fantasy, dove sta andando e dove potrebbe andare, intitolata “Scassinatori alla porta dei sogni” fra Luca Tarenzi, Francesco Dimitri (due noti scrittori nostrani di urban fantasy) e Chiara Codecà (esperta di storyteling) al Lucca Comics. Non fatevi spaventare dalla durata di quasi un’ora, scorre molto piacevolmente.

Enjoy 🙂

Mini considerazione – La Mimesi

La Mimèsi, dal greco μίμησις (mìmesis), significa imitazione è nasce come concetto filosofico intendente che tutto quel che esiste in natura non è che una imitazione dei modelli ideali custoditi nell’Iperuranio e che tutto quel che l’uomo può creare non è che una imitazione di queste idee o, peggio delle imitazioni già presenti in natura. Per approfondire vi rimando alla relativa pagina di wikipedia, quel che a noi interessa è il significato che questo concetto, fin dal principio legato anche al mondo dell’arte, assume in narrativa.

La mimesi, nel nostro ambito, indica l’aderenza della narrazione al narrato. Si tratta di un concetto prossimo a quello di verosimiglianza, e alcune cose che scriverò le avrete già sentite riferite a quest’altro concetto, ma la mimesi è una cosa più sottile e ampia.

Ogni volta che scriviamo stiamo, di fatto, aprendo una finestra per il lettore su un mondo altro, che può essere il nostro o può essere completamente inventato, che noi dobbiamo riportare al lettore in maniera che lui possa, al tempo stesso, immergervisi e comprenderlo.
Perché un lettore possa immergersi nel mondo che gli stiamo mostrando è necessario che la resa di questo mondo sia il più fedele e vivida possibile, ma se il lettore non può comprendere quel che gli stiamo narrando anche il più meraviglioso e affascinante dei mondi gli resterà oscuro e precluso. Tutti i compromessi che dobbiamo attuare fra fedele rappresentazione del mondo fittizio della nostra opera e il modo in cui la raccontiamo al lettore hanno a che fare col livello di mimesi che ci prefissiamo di mantenere e quindi non stupisce come la mimesi sia dannatamente importante, e come certi suoi aspetti siano dannatamente sottovalutati. Continua a leggere…

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