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Voci dalla tana – XII

Eccoci con il dodicesimo appuntamento con le Voci dalla tana, che se penso a quando sarebbe dovuto apparire se questa rubrica avesse mantenuto una parvenza di regolarità… vabbé non pensiamoci! Spero vi piaceranno le opere di cui parlerò oggi 😀

Un fumetto – 100% fragola

100% Fragola (dal quale han tratto un anime), della brava Mizuki Kawashita, è una commedia romantica leggera e divertente da seguire che ha, secondo me, il suo punto di forza nell’esser stato scritto e disegnato da una autrice.

La premessa è abbastanza scema ma serve allo scopo. Lo studente all’ultimo anno delle medie Junpei Manaka è un ragazzo dalla vita assolutamente normale, con una personalità senza infamia e senza lode e un unico pallino: i film.

Manaka è un appassionato di film col sogno segreto di diventare regista e la storia lo vede dirigersi sul tetto dell’istituto per provare la sua nuova videocamera. All’improvviso, dalla tettoia dell’accesso al tetto, cade una ragazza, che dal punto di vista di Junpei appare come caduta dal cielo. Una ragazza bellissima, che sparisce subito nell’imbarazzo del nostro eroe, il quale non fa a tempo a memorizzarne le fattezze e resta con un unico indizio stampato nella memoria: la misteriosa ragazza indossa delle mutandine con una stampa a fragole (da cui il titolo).

Ossessionato dal pensiero della misteriosa ragazza con le mutandine a fragole, Junpei torna sul luogo del misfatto trovando il quaderno di una sua compagna di classe, Aya Tojo, che tuttavia non può essere, scialba e dimessa com’è, la bellissima ragazza misteriosa. Tuttavia, Junpei, riconsegnandole il quaderno scopre che Tojo è una aspirante scrittrice piena di talento e, trovato un comune interesse (l’aspirazione a una carriera artistica), inizia con lei una relazione amichevole.

Aya Tojo occhiali

Non può essere lei la bellezza dalle mutande a fragole no? Insomma, ha gli occhiali!

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Voci dalla tana – IX

Bentornati e ben ritrovati con questo nuovo appuntamento con le voci dalla tana 🙂 spero gradirete le opere di cui scriverò oggi 😀

Un libro – Le tredici vite e mezzo del Capitano Orsoblu

Oggi intendo segnalare, prima ancora che un’opera, una autore interessante, Walter Moers, partito come fumettista satirico autodidatta si è lentamente spostato verso il fantasy fino a fare il salto e diventare uno degli scrittori di fantasy comici migliori di sempre. Le tredici vite e mezzo del Capitano Orsoblu è stato il primo dei suoi romanzi i quali, pur cambiando ogni volta i protagonisti e il setting temporale, condividono la stessa ambientazione: il continente di Zamonia.

Zamonia-Map

l’immancabile mappa

Il continente di Zamonia fra le varie città Stato che la caratterizzano ospita anche la città di Atlantide, ma questo è l’unico mito “storico” che troverete nelle pagine dei libri di Moers. Per il resto Zamonia è un gigantesco regno dell’assurdo. Un Paese delle Meraviglie privo di morale di fondo dove è possibile incappare nelle creature, nelle città e nei fenomeni naturali più assurdi e immaginifici. Le tredici vite, in questo senso, è un gigantesco tour etno-geografico della vulcanica creazione dell’autore, questo grazie al protagonista, Orsoblu, che invece di vivere la sua avventura in uno specifico luogo di Zamonia (come accade ai protagonisti dei successivi libri della serie) gira l’intero continente, spinto in parte dalle circostanze, in parte dal suo desiderio di avventura e in parte dalla ricerca delle sue origini.

Orsoblu è un piccolo orso senziente dal pelo blu (da cui il nome), in grado di sviluppare pensieri coerenti fin da poco dopo la nascita ma che si ritrova, neonato e colmo di curiosa intelligenza, su un guscio di noce (alla nascita Orsoblu è davveeeeero piccolo) in balia dell’oceano e prossimo a venire inghiottito in un gorgo perenne chiamato il Grande Imbuto.
Il piccolo essere viene salvato in extremis dai Minipirati, minuscole creature, e primo assaggio della folle ambientazione, i quali nascono già con gambe di legno al posto delle gambe, uncini al posto delle mani e una benda sull’occhio. I Minipirati sono i marinai più abili del mondo e i pirati più feroci della storia ma, purtroppo, le loro ridotte dimensioni fanno sì che ogni loro tentativo di abbordaggio fallisca senza che i passeggeri delle navi attaccate se ne accorgano. Dopotutto, come puoi, dal ponte di una nave, accorgerti di una ciurma di pirati alti pochi centimetri che tenta furiosamente di assaltare il fianco della nave a, appunto, pochi centimetri sopra il livello dell’acqua? Quella dei Minipirati è una vita frustrante. Continua a leggere…

Il Pianeta del Tesoro, Recensione

Titolo: Il Pianeta del TesoroTreasure_Planet_poster

Produttore: Disney

Distributore: Disney

Registi: Jon Clemens e John Musker

Anno: 2002

Genere: Classico Disney

Durata: 95′

Visto che la recensione che avevo in programma si sta rivelando lunghissima (e in effetti è un videogioco enorme e ne sto facendo una sorta di recensione/guida), dovrò prendermi altro tempo (che purtroppo scarseggia sempre). Ma per non lasciarvi una settimana a bocca asciutta vorrei recensire per voi un Classico della Disney che compone, assieme ad Atlantis, quello che io chiamo “il dittico della sottovalutata sci-fi Disney”: Treasure Planet, o il Pianeta del Tesoro. Cartone, a mio avviso, affascinante sotto diversi aspetti.

Ambientazione e trama

Il Pianeta del Tesoro, come molti altri Classici Disney, è la trasposizione animata di un romanzo noto. In questo caso L’Isola del Tesoro di R.L. Stevenson, cui la Disney si ispira per una storia che proietta le vicende di pirateria, coraggio e formazione personale dell’opera originale in un contesto completamente alieno rispetto all’Oceano Atlantico del XVIII secolo, un futuro fantascientifico di navigazioni spaziali che è il primo punto forte de Il Pianeta del Tesoro.

treasure-planet-23

Se questa immagina non vi fa, non dico sbavare, ma almeno esclamare un “wow” consideratevi delle brutte persone

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